Salubre “ammazza fame”. Cipolla: fata madrina della nostra cucina!

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“…alla portata delle mani del popolo, innaffiata con olio, spolverata con un po’ di sale, ammazzi la fame del bracciante nel duro cammino. Stella dei poveri, fata madrina avvolta in delicata carta, esci dal suolo…Ci hai fatto piangere senza affliggerci”.

Pablo Neruda ha celebrato con delle odi tutti i prodotti pilastro della Dieta Mediterranea, e lo ha fatto con la sua capacità di affascinare, affondando con le parole i denti in quei capolavori della natura.

Versi che restano fermi nel tempo a fotografare gli ingredienti base di una cucina antica e potente come quella italiana.
La cipolla è un super food, anche se meno decantata delle più modaiole bacche di Goji o della curcuma. Gli studiosi di casa nostra hanno – negli anni – tirato fuori tante ricerche che ne hanno confermato gli indiscussi benefici.

LE PROPRIETA’ DELLA CIPOLLA

Ricca di flavonoidi e quercetina, l’Allium Cepa è parente stretta di erba cipollina, scalogno e aglio.

Antiossidante dunque, ed anche antinfiammatoria, la cipolla è certamente ipocalorica: solo 40 calorie per 100 grammi. Molto interessante il mix di sali minerali e vitamine che tutte le cipolle ci mettono a disposizione generosamente.

LE VARIETA’ DEL SUD

Tante le varietà italiane che si affacciano a gran voce nelle diverse cucine regionali, tra le più importanti e golose vanno citate in Campania la ramata di Montoro, la bianca di Vatolla, quella di San Pietro al Tanagro, il cipollotto nocerino, la cipolla di Alife; in Puglia la cipolla bianca di Margherita di Savoia, la rossa di Acquaviva delle Fonti; in Calabria la rossa di Tropea; in Sicilia la cipolla di Giarratana.
Una produzione importante quella italiana che trionfa anche negli orti privati e che – grazie ad essi – è riuscita a far sopravvivere alcune varietà che andavano scomparendo.
Importante a tal proposito l’attività di Slow Food che – attraverso i Presìdi – è riuscita a salvare dall’oblio produzioni come la cipolla di Alife, quella di Acquaviva delle Fonti e quella di Giarratana.

“Il maggior produttore al mondo di cipolle è la Cina,

in Europa sono i Paesi Bassi”

“La cipolla, così come anticamente veniva utilizzata, può essere applicata su tagli e ferite, a mo’ di cerotto. Ne facilita la cicatrizzazione e previene la formazione di macchie permanenti”

 

LA CIPOLLA COLTIVATA NELLA SABBIA

L’unica cipolla in Italia ad essere coltivata nella sabbia è la bianca di Margherita di Savoia che cresce tra il Mar Adriatico e le più grandi saline d’Europa. Bianca e a tendenza dolce, molto succulenta per una particolare concentrazione d’acqua. Siamo nella provincia Barletta – Trani – Andria e nel territorio che abbraccia anche Manfredonia e Zapponeta, i quali ricadono nella provincia di Foggia. La superficie interessata alla sua coltivazione continua a crescere, ha raggiunto quasi i 200 ettari.

LE CIPOLLE DEL SUD A DENOMINAZIONE

– il cipollotto nocerino DOP
– la cipolla bianca di Margherita di Savoia IGP
– la cipolla rossa di Tropea IGP
– la cipolla ramata di Montoro (in attesa dell’IGP)

LE STAGIONI della CIPOLLA

Le cipolle in casa, per fortuna, è possibile averle tutto l’anno. Merito in primis della loro capacità di conservarsi a lungo, tradizionalmente tenute appese in luoghi asciutti, possono restare intatte per mesi.

In secondo luogo, grazie alle diverse varietà, è possibile trovarne sempre di fresche. In genere le cipolle bianche tendono ad essere legate al periodo primaverile, mentre le rosse ad essere raccolte a partire dal mese di settembre.

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