La pera assieme alla mela è probabilmente il frutto che compare più spesso sulle nostre tavole. A seconda delle varietà e della stagione, cambia dimensione e colore della buccia.

La sua pianta capostipite è il Pirus Communis dell’Asia Minore. Lo si trova ancora selvatico nelle boscaglie, ove è spesso un arbusto spinoso dai frutti piccoli e legnosi; coltivato è un albero che può raggiungere anche i quindici metri d’altezza.

Le varietà coltivate che si annoverano a migliaia (5000 circa), tuttavia non sono interamente derivate dal Pirus Communis, ma da più specie. Le pere sono pomi e derivano dall’ingrossamento del ricettacolo floreale; sono largamente usati nell’alimentazione umana, sia consumati crudi, sia ridotti in marmellate, gelatine, sia canditi ed essiccati. La polpa è spesso molle, acquosa, oppure croccante, più o meno granulosa; comunque, anche se tenera e midollosa, non è mai completamente omogenea, perché in essa sono spesso presenti granuli, dovuti a cellule pietrose. Il colore della polpa varia dal bianco al paglierino; quello della buccia è verdastro, giallo, rugginoso o addirittura rossiccio.

Le varietà che si trovano nella stagione autunnale possono essere: le Conference, le Abate, le Kaiser, le Decane del comizio e le Rosada.

La pera è un frutto antichissimo, noto sin dall’epoca preistorica: coltivata in Europa e Asia da più di 4000 anni fa, era consumata già dai Greci e dai Romani. Nel Medioevo non si mangiava molto e soltanto nel XVIII secolo ebbe numerosissimi consensi.

Proprio nel 1700 la pera divenne un cibo da passeggio, venduta dai pericottari, termine che ha desunto in seguito il significato di persona ingenua e imbranata (un proverbio recita “hai fatto la figura del pericottaro”). Le pere si vendevano cotte e ricoperte di caramello, infilzate su dei grossi bastoncini di legno.

In Italia la coltura della pera è diffusissima in Piemonte, Veneto, Trentino ed Emilia Romagna. E’ un frutto disponibile sul mercato tutto l’anno, la raccolta parte da giugno sino ad ottobre. Quando si acquista deve apparire senza ammaccature, con una buccia asciutta e senza grinze; il picciolo attaccato al frutto; la polpa morbida al tatto e il profumo aromatico e piacevole.

Le pere sono poco caloriche, rinfrescanti e diuretiche. Ricche di polifenoli, sono antiossidanti e proteggono dai danni causati dai radicali liberi. Sono adatte per le diete iposodiche. Contengono molto potassio, un minerale che fa funzionare meglio il sistema nervoso, i reni e il sistema linfatico.

Contengono vitamina C al 10%, sali minerali, tannino, acido malico, citrico e fibre. Tradizionalmente si abbinano in maniera perfetta a formaggi stagionati, tra cui pecorini, gorgonzola, parmigiano, ma in versione dolce si sposano benissimo con il cioccolato, la cannella e lo zenzero.

Annamaria Parlato

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