Roberto Pellecchia

Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

TRENTINARA. La terrazza del Cilento!

E’ sicuramente la superba posizione panoramica l’aspetto più interessante di Trentinara, centro agricolo di antiche origini che si sporge letteralmente dalla terrazza terminale del Monte Centenna, da un’altezza di 606 metri. Il paese, probabilmente fondato nel IX secolo da profughi…

CILENTO. La tradizione delle “mommole”

C’erano una volta le “mommole”, tipici recipienti di terracotta dal ventre panciuto e col collo stretto che servivano per tenere l’acqua in fresco. Venivano usate in tutto il Cilento e prodotte prevalentemente nell’area di Camerota, da abilissima artigiani che con la magia delle mani plasmavano la creta e la trasformavano in recipienti di ogni genere.

ISOLE. Ventotene, il fascino di un gigantesco scoglio

In passato tristemente nota come luogo di esilio (l’imperatore Augusto vi fece confinare la figlia Giulia, Tiberio la nipote Agrippina, mentre durante il ventennio fascista vi soggiornò coattamente Sandro Pertini), oggi l’isola di Ventotene, poco più che un gigantesco scoglio in mezzo al mare che accoglie 600 anime nelle sue casette colorate, è una nota e ambita meta turistica e balneare.

L’isola Ferdinandea

L’ISOLA CHE C’ERA (SICILIA). Un’isola che emerge dal nulla nelle acque della Sicilia, uno stato estero che la rivendica in quanto i suoi concittadini vi hanno piantato la propria bandiera. E mentre scoppia un caso diplomatico l’isola scompare per sempre. Nel caso pensaste che sia un romanzo di fantapolitica siete fuori strada. Questi sono i fatti che coinvolsero nel luglio del 1831 un piccolo isolotto vulcanico che, preceduto da fumi e bagliori emerse al largo di Sciacca. Di gran corsa due cittadini britannici vi piantarono la loro bandiera e la chiamarono Isola di Graham. Le autorità borboniche del Regno d’Italia stabilirono che la nuova terra era emersa in acque del regno e le diedero il nome di Isola Ferdinandea, in nome di Ferdinando II. La disputa andò avanti fino al mese di dicembre quando con un nuovo sbuffo di fumo Ferdinandea si inabissò per sempre, formando una vasta secca oggi segnata sulle carte nautiche come Banco Graham, a 8 metri di profondità. Un’affascinante storia dei nostri mari di cui si è perso il ricordo. A meno che, un giorno, Ferdinandea riemerga...