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Pane e Rosmarino n°33. Il tartufo

L’Italia è il primo produttore ed esportatore al mondo, in particolare sono note le pregiate produzioni del Piemonte (non si può non aver mai sentito parlare del tartufo bianco d’Alba), delle Marche (con il tartufo bianco di Acqualagna), dell’Umbria (con il tartufo nero di Norcia), della Campania (con il tartufo nero di Bagnoli), anche se si trova praticamente in tutta la dorsale appenninica fino alla Calabria.

Tiella di Gaeta

In realtà non è altro che una torta salata che dal 2005 è stata riconosciuta col marchio De. Co., ovvero denominazione comunale per il rapporto stretto con il territorio. Viene realizzata con farina, lievito ed olio di oliva.

Durante la breve lievitazione di mezz’ora è necessario preparare il ripieno, così che con le due sfoglie poi si possa dar vita alla classica tiella.

Pane e Rosmarino n°34. E’ tempo di un Natale sostenibile!

Scegliete regali di realtà locali, ma soprattutto scegliete di realizzarli in collaborazione con aziende del territorio. Evitate catene internazionali e prediligete artigiani che con fatica fanno gli imprenditori nel vostro quartiere e nella vostra città, non è semplice e il loro impegno aiuta tutto il territorio.

Fuori Porta in Campania. Alla scoperta di Piano Vetrale

I murales stanno conquistando sempre più il cuore di piccoli borghi d’entroterra. I loro colori, la loro vitalità, riaccendono la speranza di spazi in buona parte abbandonati.

Ed in mezzo a questa emorragia di vita, l’arte tesse nuove possibilità. E’ ciò che sta accadendo a Piano Vetrale, piccola frazione di Orria.

La cannella: usi e virtù

La cannella è una polvere di color nocciola con un profumo davvero intenso e caratteristico. Viene dall’Asia, quella più pregiata arriva dallo Sri Lanka, mentre quella più economica dalla Cina.

Viene ricavata dall’essiccazione della parte più interna della corteccia dell’albero della cannella.

Fuori Porta in Campania. Alla scoperta di Ogliastro Cilento

Ad una cinquantina di chilometri da Salerno, il borgo di Ogliastro Cilento ricorda, anche al visitatore meno attento, che c’è altro oltre alla marina.

Dal suo nome si evince il rapporto stretto con uno dei suoi prodotti più tipici: l’olio di oliva. Fondato alla fine dell’alto medioevo dagli abitanti della vicina Agropoli, che fuggivano dai Saraceni, conserva ancora vicoli, anfratti interessanti e testimonianze storiche di rilievo.

Arrivano le meduse (in tavola)

Pian piano quelli che oggi vengono definiti novel food, diventeranno (senza che ce ne renderemo conto) la normalità.
Succederà anche con le meduse, seppure al momento nella nostra immagine rappresentano solo un fastidioso deterrente ad un rilassante bagno in mare.

Un appello per Castelnuovo Cilento

Si sceglie di andarci sostanzialmente per due ragioni: il bel castello del XIII secolo e le opere di Guerino Galzerano.
Sul primo non vi sono dubbi di valore, d’altronde si tratta di uno dei castelli più rappresentativi e meglio restaurati di tutto il Cilento.

I fichi d’India

Era una pianta simbolica e preziosa per gli Atzechi, portata in Europa all’incirca nella metà del 1500. Di facile coltivazione, si adatta perfettamente al clima Mediterraneo, tanto che ne ha via via caratterizzato il paesaggio.