Una stella in casa Rizzuti. Da Dattilo lo chef festeggia questo grande traguardo

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Pochi giorni fa ecco svelate le nuove stelle Michelin, molte le soddisfazioni per il Sud. Due nuove stelle in Calabria, tra cui il ristorante Dattilo incastonato nell’Azienda Agricola Roberto Ceraudo di Strongoli Marina, in provincia di Crotone.

A festeggiare, oltre la famiglia Ceraudo, c’è lo straordinario chef Francesco Rizzuti. Poco avvezzo al “palcoscenico”, lui si esibisce sempre con grande maestria in cucina. Lì racconta la tradizione fondendola con le migliori tecnologie, ama approfondire, evolvere, ricercare, ed i risultati lo dimostrano.

 

Grandi soddisfazioni Rizzuti sta avendo anche nel ristorante di Potenza, l’Antica Osteria Marconi. Questa stella non è che l’ennesimo ed ultimo segnale (cronologicamente parlando) che sta facendo bene…

 

– E’ arrivata or ora una “stella” nella tua vita. Cosa significa per te?

 

“La stella è una soddisfazione, 7 anni fa quando abbiamo aperto Dattilo della Famiglia Ceraudo, ci abbiamo scommesso: vogliamo un ristorante stellato nel nulla gourmet! La provincia di Crotone non aveva mai avuto un ristorante Stellato, quindi raggiungere questo risultato non è come prendere una stella a Roma o in Costiera, ci si sente un po’ come uno scalatore o un esploratore che trova qualcosa di nuovo. Poi la gioia di leggere il proprio nome tra le nuove stelle del Sud da una grossa emozione”.

 

– Secondo te le stelle muovono davvero i gourmet?

 

“La Michelin è l’unica guida che è riconosciuta a livello planetario, quindi il turista gourmet la usa come punto di riferimento, certo dipende dalle zone e dal turismo, ma spero che la stella ci permetta di avere sempre più clienti gourmet”.

 

– Il sistema dei media e dei riconoscimenti è molto complesso, quanto conta il sapersi raccontare?

 

“Sapersi promuovere e vendersi bene è importantissimo in tutti i settori e così anche in quello dell’accoglienza e della ristorazione…io riesco a raccontarmi meglio con i miei piatti!”

 

– Cosa pensi ancora non sia stato raccontato di te e della tua storia?

 

“Di me non credo sia stato raccontato molto, ma non mi sento un personaggio, credo che l’unica cosa interessante da provare siano i miei piatti”.

 

– Come nasce il tuo rapporto con Dattilo?

 

“Un giorno un amico mi chiama e mi dice devi andare da Roberto Ceraudo, produttore calabrese di grandi vini, vuole aprire un ristorante e vuole una mano. Dopo tre ore di un’infernale Ionica mi trovo in un casale del 600 a due km dal mare. Vigneti ed uliveti e il nulla e Don Roberto, un ragazzino di altri tempi. Alle 18 siamo andati a cena, alle 21 siamo andati a dormire. In pratica il giorno dopo sono scappato…Poi per un mese Don Robe’ mi chiamava tutti i giorni dicendomi Insomma alla fine mi ha convinto. Ho detto è una sfida talmente impossibile che mi stimola, la Calabria non aveva nessun ristorante stellato ed oggi ce l’ha”.

 

– Qual è il tuo prossimo sogno/obiettivo?

 

“Il mio prossimo obiettivo è prendere altre stelle, magari metterne una in Basilicata che ne è priva. Il mio sogno: un ristorante con tre stelle, classificato nei 50’th Best Restaurant San Pellegrino. Un sogno ambizioso”.

 

 SALA

 

 

 

 

 

 

 

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