Campania. 10 posti in cui dimenticare la calura estiva!

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Siamo in un periodo molto caldo e forse qualcuno del mare si è anche stancato o, semplicemente, non gradisce stare sulle spiagge che di questo periodo sono estremamente affollate.
La domanda di rito, in genere è “un bel posto fresco?”, magari da raggiungere comodamente in auto perché anche camminare, con le temperature costantemente oltre i trenta gradi e il caldo umido, non piace a tutti.
E allora allontaniamoci dalle belle spiagge della Campania e andiamo a cercare un po’ di frescura altrove, per passare una giornata diversa e meno afosa.

Ecco a disposizione una breve lista di “freschezze” a portata di mano e di…automobile!

1) Cascata di Capelli di Venere.

Siamo nel Cilento meridionale, nel comune di Casaletto Spartano (SA). Trovare la cascata è facilissimo perché basta superare il paese di Casaletto (in direzione di Battaglia) di un chilometro e in prossimità di una curva, dove c’è anche uno spiazzo per parcheggiare, l’oasi è ben segnalata.
Il percorso è brevissimo, poco più di cento metri. La cascata, non grandissima ma davvero bella, e il Rio Casaletto in cui si forma regalano scorci spettacolari e un bagno davvero da brividi.

2) Forra dell’Emmisi.

Alle porte di Rofrano (SA), in pieno Cilento, a qualche chilometro dal centro abitato, nascosta dalla folta vegetazione di boschi di cerri e ontani, il fiume Mingardo ha scavato una stretta forra che si sviluppa per circa 500 metri in cui si formano specchi d’acqua tra le alti pareti rocciose dove la lontra ancora vive e si riproduce.

Siamo in una delle aree più incontaminate dell’intera provincia di Salerno. Il percorso attraverso la forra non è difficile ma in alcuni punti l’acqua è alta e bisogna nuotare per qualche bracciata. Se avete invocato il fresco siete nel posto giusto, perché il torrente è davvero gelido. In alternativa si può usare un piccolo canottino da spiaggia per attraversare i punti più profondi.

 

3) Santuario della Madonna della Neve sul Monte Cervati.

La strada del Monte Cervati parte da quella che collega Sanza e Rofrano, circa a metà tra i due paesi cilentani. Si tratta di una sterrata che, tuttavia, si può percorrere con qualsiasi tipo di veicolo.
Salendo si attraversano i folti boschi della montagna, costituiti prevalentemente da cerri, castagni, lecci e faggi. Il percorso conduce fino al santuario della Madonna delle Neve, che qui si festeggia nel periodo tra il 26 luglio e il 5 di agosto.

Di particolare suggestione è la grotta in cui è conservata l’antica statua lignea della Madonna,che ha un ingresso talmente stretto da dover letteralmente scivolare tra le rocce.
Un sentiero di grande rilevanza naturalistica e panoramica conduce fino alla vetta del Cervati, a 1898 metri d’altezza.

 

4) Sorgenti del Sammaro.

Lo si potrebbe definire un luogo d’incanto, dove rocce levigate e acque cristalline s’incontrano a formare uno scenario fiabesco. Le Sorgenti del Sammaro si trovano a 2 km dal paese cilentano di Sacco (SA) e si raggiungono a piedi in una ventina di minuti.

Il percorso attraversa un’area boschiva e conduce al punto dove il corso d’acqua, proveniente da una stretta gola, forma una sorta di laghetto in cui si può fare il bagno. Penetrando nella gola ci si renderà conto che il fiume sembra sorgere dal nulla, perché si tratta di una risorgiva carsica.

 

5) Gole del Calore.

Un posto adatto alle famiglie ma anche agli appassionati di trekking vi aspetta alla località Remolino di Felitto (SA), nel Cilento. Qui una piccola diga regola il corso del fiume calore nel punto in cui esce da una profonda gola lunga circa otto chilometri.

Oltre a poter fare comodamente il bagno in prossimità della diga, un sentiero attrezzato permette di fare una bellissima passeggiata lungo il corso del fiume, sempre all’ombra, regalando scenari naturalistici affascinanti e grande frescura. Nel vicino ristorante Remolino potete anche apprezzare gli ottimi fusilli alla felittese.

 

6) Santuario della Madonna del Monte.

Una comoda strada vi porta fino ai 1705 metri del Monte Gelbison e al maestoso santuario mariano, un complesso di edifici, quasi una cittadella, che si trova sulla vetta.
Si tratta di un antichissimo luogo di culto che da secoli attira migliaia di pellegrini.
Tutto intorno al santuario la vista spazia lontano, regalando scorci superbi: nelle giornate limpide si vedono la Costiera Amalfitana, Ischia, capri, il Golfo di Salerno, le isole Eolie e la costa calabrese, oltre ai più vicini rilievi del monte Bulgheria, del Cervati, del Monte Stella e del massiccio degli Alburni.

 

7) Monte Panormo.

A vederlo da lontano il Massiccio degli Alburni sembra un’unica montagna dalle ripide pareti che si estende longitudinalmente per ben 23 chilometri. In realtà si tratta di un complesso di vette di cui ben undici superano la quota del mille metri e la più alta, detta Monte Panormo, raggiunge i 1742 metri.

La montagna è percorsa da diverse strade e numerosi sentieri. Una delle più suggestive è quella che conduce fino al Rifugio Panormo, a quota 1350 metri. Si tratta di una strada asfaltata, non in buone condizioni ma percorribile, che parte dal paese di Ottati (SA), circa 600 metri dopo aver superato il centro abitato.

Quando si arriva in quota, con una certa sorpresa si scopriranno ampi pianori, prati e boschi percorribili in ogni direzione. Il rifugio (non sempre aperto) dispone di tavoli di legno all’ombra di alberi secolari che regalano grande frescura anche nelle giornate più torride, ideali per un magnifico picnic.

 

8) Lungo la Scorzella

Scorzella è il nome di un torrente, affluente del Calore irpino, che si trova in prossimità di Montella (AV), lungo la strada che porta verso Acerno. Il sentiero, abbastanza facile da trovare perché inizia nei pressi della vecchia casa cantoniera dell’ANAS, costeggia il torrente che scorre in una profonda gola.

Il percorso è quasi sempre all’ombra e offre scenari molto belli, sia in prossimità della grande cascata del vecchio “Ponte del Fascio”, sia oltre dove, proseguendo lungo il sentiero principale, si incontrano numerose piccole cascate e salti d’acqua.

 

9) Cipresseta di Fontegreca

E’ uno di quei luoghi in cui si può fare pace con se stessi e col mondo, dove l’acqua sembra voler giocare in un lembo di foresta incontaminata, formando salti e cascate, gorghi e laghetti.
Si tratta di un’area boschiva conosciuta anche col nome di Bosco degli Zappini, costituita prevalentemente da cipressi, alcuni vecchi di secoli, diffusi su una superficie di ben 70 ettari, all’interno del Parco Regionale del Matese, in provincia di Caserta, nel comune di Fontegreca.
La località è diventata piuttosto nota proprio per la sua rara bellezza, per cui conviene effettuare la visita nei giorni feriali per poter godere di questa stupenda immersione nella natura in pieno relax.
La parte bassa dell’oasi naturalistica è stata attrezzata con tavoli e panche, per permettere ai visitatori di consumare dei pasti in tutta comodità, ma il percorso continua in salita per qualche centinaio di metri, tra un susseguirsi di cascate grandi e piccole che regalano fortissime emozioni.

 

10) Campitello Matese

Superiamo di pochissimo i confini della Regione Campania e andiamo a Campitello Matese, in provincia di Campobasso, conosciuta soprattutto come località sciistica.
Ma stavolta non siamo qui per sciare ma per godere del fresco dell’altopiano che ci farà dimenticare per qualche ora la calura estiva.
Anche in estate è aperta una delle seggiovie che ci conduce a 1850 metri di altezza. Preparatevi a bei panorami sulle vette intorno e sul Lago del Matese, che si vede in lontananza.
Se dopo aver fatto qualche passeggiata e aver pranzato in uno dei vari ristoranti sempre aperti, volete raggiungere il lago, vi si arriva in meno di mezz’ora mediante una strada immersa nel verde con notevoli vedute panoramiche. Il lago stesso è situato ai piedi del Monte Gallinola, in provincia di Caserta.

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