La storia del Museo di Piana delle Orme, in provincia di Latina, inizia con la passione collezionistica di Mariano De Pasquale, un floricultore laziale che nel corso della sua esistenza era riuscito a raccogliere una straordinaria quantità di oggetti, macchinari e veicoli del passato.
Erano diventati talmente tanti che nacque l’idea di farne un’esposizione aperta al pubblico. La creazione del Museo di Piana delle Orme amplificò il progetto fino a livelli impensabili. Oggi vi si trova una delle più grandi (se non addirittura la più grande) raccolte di veicoli della seconda guerra mondiale perfettamente restaurati.
Ma non solo. La collezione si è estesa a giocattoli d’epoca, attrezzature e veicoli agricoli, reperti storici di ogni genere inseriti in un preciso percorso storico-tematico. Ben 50 anni di storia vengono sfogliati a ogni passo riaccendendo ricordi di oggetti e di eventi raccontati dai nonni o studiati sui libri di scuola.

50 anni di storia a Piana delle Orme
Un primo padiglione è dedicato ai giocattoli d’epoca, migliaia di pezzi perfettamente conservati, tra cui soldatini, modellini, bambole, trenini che riportano a un’epoca in cui il gioco era un concetto molto più semplice e autentico di oggi.
Segue un lungo percorso nella storia della bonifica dell’agro pontino, realizzata durante l’epoca fascista.
In quel periodo vennero eliminati stagni e acquitrini, bonificate le zone malariche e malsane, vennero create nuove città e si incentivarono lavoratori di altre regioni italiane a colonizzare questo territorio diventato finalmente fertile.



Nell’area espositiva sono state ricreate le abitazioni, le stalle e gli ambienti con posizionamento dei mezzi agricoli dell’epoca e foto storiche. A questa sezione è collegata quella dei mezzi agricoli, con una impressionante collezione di trattori e macchine agricole antiche.


Se fin qui ci si è stupiti, quello che segue, ovvero le collezioni dedicate alla seconda guerra mondiale, lascia davvero senza parole.


La sezione dedicata alla Seconda Guerra Mondiale
Centinaia di veicoli militari di ogni tipo, cannoni, carrarmati, strumentari perfettamente restaurati con allestimento di scene di guerra estremamente realistiche. Una sala apposita è stata dedicata a quello che forse è il carrarmato più raro del mondo: un prototipo americano di carrarmato anfibio con tanto di eliche che affondò nel golfo di Salerno e fu ritrovato decenni dopo grazie all’ostinazione di tre subacquei salernitani. Recuperato dalle profondità del mare e oggi perfettamente restaurato.


Le sezioni dedicate alla seconda guerra mondiale sono suddivise in momenti specifici del conflitto: da El Alamein a Salerno, lo sbarco di Anzio, la battaglia di Cassino.
Una sezione è dedicata anche al terribile tema della deportazione e internamento degli ebrei.

All’esterno dei padiglioni si trova una ricca collezione di aerei che completa la grandissima raccolta.

Per gli appassionati esiste la possibilità di acquistare cimeli originali dell’epoca del conflitto.
Per quanto la guerra in tutte le sue declinazioni sia sempre un tema allo stesso tempo orribile e delicato da trattare, il Museo di Piana delle Orme si fa apprezzare soprattutto per la ricchezza del materiale esposto e il contesto storico perfettamente spiegato con la presenza di numerosi pannelli esplicativi.

Ma dopo la guerra cos’è successo?
Il Museo di Piana delle Orme si sta interessando anche a questo, allestendo un nuovo interessantissimo padiglione che sarà dedicato al dopoguerra, pronto tra qualche mese.
La lunghezza della visita non deve spaventare: l’area è piacevolmente allestita con un punto di ristoro che permette di sostare e rifocillarsi in qualsiasi momento.
Di certo si tratta di una esperienza che non lascia indifferenti, anzi, rimarrà indelebile nei ricordi per tanto, tantissimo tempo e la cui funzione educativa la rende adatta anche a ragazzi e bambini.

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