Cous Cous. Il multietnico re dei piatti sociali

Se è vero che la cucina è meticcia di natura, il cous cous è simbolo di questa fusione continua che mette insieme ingredienti e tradizioni, li rende fluidi e li lascia insinuarsi nelle pieghe del tempo.
Definito la graine de la paix (la semola della pace), questo piatto unico è ricco di simbologia e di cultura.

La storia di questo piatto

E’ il piatto nazionale del Nord Africa e le sue radici affondano nelle leggende risalendo ad un lontano “prima di Cristo”. Pare che il biblico Re Salomone se ne nutrisse per guarire dalle pene sentimentali e che arrivò in Europa la prima volta intorno al 1600.
Tradizionalmente i Berberi lo consumavano con le mani e da un piatto comune, realizzando delle palline con tre dita. Perché, come recita il Corano, “con un dito mangia il diavolo, con due il profeta e con cinque l’ingordo”.
Un piatto sociale nato come alimento povero, ma che oggi ha riscattato se stesso entrando con prepotenza in tutte le cucine del mondo.
Sarà la sua versatilità o la facilità di preparazione, ma è difficile trovare un luogo dove non sia stato introdotto.
Gli Arabi hanno contribuito fortemente alla sua diffusione, in particolare in Italia. Una volta arrivato nel trapanese, in Sicilia, ne è diventato piatto tipico nella versione locale che prevede l’utilizzo del brodo di pesce.
Il fatto che sia diventato ormai un piatto tipico è dimostrato dal fatto che tante sono le iniziative per difenderne le caratteristiche ed i riti legati alla sua preparazione.
Il “cuscusu” trapanese, ad esempio, dev’essere realizzato con semola di mulini locali, l’aglio di Nubia e la zuppa realizzata con pesce locale.

Il segreto del cous cous

Per fare un cous cous a regola d’arte non è necessario seguire chissà quali norme particolari di preparazione, nei nostri supermercati è diffusa la versione precotta che lo rende un piatto davvero fast.
La tradizione però vuole che si utilizzi una couscousiera, questa pentola composta da due parti (in genere di terracotta) permette di adagiare sul fondo il brodo con il pesce, la carne o le verdure, e sopra (in modo che si cuocia con il vapore del condimento) il cous cous.
Ma ancora prima – per compiere quello che è un rito antico – servirà una mafaradda, ovvero un recipiente a pareti svasate dove la semola (unita all’acqua) viene incocciata.

Le proprietà nutrizionali del cous cous

In termini nutrizionali (nonché calorici) può essere considerato alla stregua della pasta, considerando che gli ingredienti base sono identici: semola di grano duro ed acqua.
Dunque fonte soprattutto di carboidrati, pochi grassi e di proteine all’incirca al 12 per cento. Ottimo come fonte di fibra alimentare ed anche di vitamine e sali minerali, in particolare magnesio.

Il cascà sardo

In Sardegna si chiama cascà! E’ tipico delle isole di San Pietro e di Sant’Antioco, nella Sardegna meridionale. La popolazione di Carloforte (di origini liguri) colonizzò un piccolo territorio vicino Tunisi dal 1540 al 1738, di conseguenza andarono a formarsi una serie di commistioni culinarie.
In origine si trattava di un piatto molto povero formato dalla semola lavorata, che veniva unita a ceci e cavolfiore oppure al cavolo cappuccio. Nel tempo la ricetta tipica si è evoluta ed oggi prevede diverse verdure e legumi, nonché la presenza di finocchietto selvatico e spezie.

E’ un vero momento d’oro per il cous cous che non solo è il piatto della fratellanza tra i popoli, vista la sua versatilità e la capacità di accogliere tutte le influenze culinarie, ma anche un piatto funzionale ai ritmi frenetici della vita moderna.
In pochissimi minuti, magari quelli necessari a preparare un veloce condimento, un piatto di cous cous è pronto e può rappresentare una soluzione unica per un pranzo ben bilanciato.

Ma è la scelta degli accompagnatori che fanno la differenza, il cous cous – proprio come pasta e pizza – rappresenta una base ottima per la creatività di cucinieri appassionati.

Una bella idea per gli sperimentatori

utilizzatelo per uno scrub casalingo e sempre a portata di mano. Basterà mescolare una manciata di cous cous ad uno yogurt e massaggiare le parti del corpo che si intende levigare e liberare dalle cellule morte.

Ricette con il cous cous

Alla zucca e funghi

Con gamberi, patate e calamari

Con zucchine e lupini

Antonella Petitti
Antonella Petitti

Giornalista gastronomica, conduttrice, autrice e consulente |

"Le parole che mi piacciono di più sono quelle che mi rappresentano: giornalista, gourmet, green. Non toglietemi nemmeno una G, ma aggiungete pure “bis-mamma appassionata di viaggi e nuove scoperte”. Eccomi qui, sempre con un'idea in testa, un sogno in tasca e le scarpe pronte a percorrere un'altra strada..."

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