CARTA. Riconosciamone le sigle, anche quella del cartone accoppiato

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Riciclare carta e cartone significa, in primis, risparmiare nel taglio di alberi, facendo si che questi possano assorbire anidride carbonica e popolare boschi e foreste, che costituiscono l’habitat naturale di migliaia di specie vegetali e animali.
Inoltre, la carta può essere recuperata molto facilmente, mandandola alle cartiere che ne creeranno della nuova.
Quando parliamo di recupero della carta, includiamo anche il cartone, che può essere di due tipi: semplice o ondulato. Quest’ultimo è quello che ci ritroviamo ad avere in casa quando acquistiamo un mobile nuovo, perché quasi sempre funge da imballaggio.
La sigla della carta è il triangolo con all’interno il numero 20 e la sigla PAP, che sta per l’inglese “paper”, quindi carta.
Il cartone non ondulato e quello ondulato, ripropongono la stessa sigla con rispettivamente i numeri  21 e 22.

Non lasciatevi invece confondere dall’esagono con la sigla CA: questa non è la sigla della carta in senso generico, bensì la sigla del cartone accoppiato, il cosiddetto “tetrapack” che essendo costituito nella maggior parte dei casi da una buona percentuale plastica (come le buste del latte), in alcuni comuni non può essere differenziato con la carta.

Dunque, cosa possiamo  buttare nel cassonetto della carta? Ecco una lista di ciò che potete conservare per poi differenziare:
– libri, giornali, riviste;
– quaderni, libri vecchi;
– fotocopie e fogli vari avendo cura di toglier via punti metallici e parti adesive;
– carte e sacchetti di carta da regalo;
– imballaggi e scatole di cartone piegati.

Ciò che invece non potete assolutamente buttare nel cassonetto della carta è:
– cartoni unti o oleati, come quelli della pizza, per i quali è buona abitudine ritagliarne la parte recuperabile per non buttare tutto nel multimateriale;
– carta carbone;
– carta cerata;

Resta fuori da queste due liste la carta accoppiata a materiali plastici (il tetrapack di cui abbiamo parlato poc’anzi) per cui controllate sempre le apposite sigle anche sulla confezione del latte che bevete o della panna da cucina che usate di solito, perché nella maggior parte dei casi, l’involucro è costituito da una parte plastica.
Ricordate infine di ridurre sempre il volume della carta, perché altrimenti occuperebbe troppo spazio e di non abbandonare mai la carta fuori dal cassonetto perché si disperderebbe nell’ambiente!

Federica Caiazzo

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