Primitiva e schiva. La zucca spinosa, la sua storia e qualche ricetta…

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La biodiversità è meravigliosa, ti lascia percepire immediatamente quanto può essere grande Madre Terra.

Ecco perchè ogni varietà che si “differenzia” dai pochi prodotti che usiamo quotidianamente, merita la dovuta attenzione.
Stavolta oggetto delle mie ricerche è un ortaggio che a primo impatto definisco “primitivo”. Sarà per questa peluria spinosa o per la sua irregolarità, ed anche per gli innumerevoli nomi che gli vengono attribuiti.
Patata, melanzana, zucchetta, aggiungetevi i termini pelosa o spinosa e qualcuno tirerà fuori dai ricordi un’immagine o una ricetta.

Testimonianza del fatto che con il progressivo scollamento del rapporto con la terra, diminuiscono le conoscenze dei suoi frutti e altrettanto proporzionalmente diminuiscono le varietà dei prodotti che acquistiamo ed usiamo in cucina.
Ma basta un po’ di curiosità e ancora è possibile recuperare alcuni prodotti originali.

Appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, ovvero quella a cui appartengono zucca, zucchina, cetriolo e meloni. Chiamatela pure zucca spinosa, ma il suo nome è Sechium Edule, molto conosciuta anche come Chayote (in spagnolo). Difatti è proprio nella cultura culinaria spagnola e latino americana che è più usato, essendo una pianta originaria del Sud America e di cui oggi è la Costa Rica il maggior esportatore.

Se riuscite a trovarla come usarla in cucina? Bene, in generale, trattatela come una zucchina. Di sicuro effetto e gradimento è fritta, a fettine sottili, magari con aglio e mentuccia. Così l’hanno sempre utilizzata i nostri nonni, che più si dedicavano all’orto e amavano la grande generosità di questa pianta.

Il pasticcere Emilio Soldivieri (che ovviamente è anche un ottimo cuoco) ci consiglia di ridurla a crema e utilizzarla come salsa aggiungendo un po’ di panna da cucina. Magari potremmo condirvi della pasta.

Un’altra idea è farne un risotto leggero, da mantecare con del formaggio stagionato in scaglie e del pepe nero. Una finale manciata di prezzemolo finissimo non può che contribuire alla riuscita del piatto.

Ed ora buona conoscenza della Chayote, non appena avrete modo di incontrarla…

Antonella Petitti

2 Commenti

  1. io ne ho raccolto più di 400 nel mio orto, consiglio di farla trifolata con funghi secchi e portata a fine cottura con brodo vegetale e resa lievemente piccante con peperoncino fresco calabrese.

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