In viaggio con Roberto. Alla scoperta di Calitri

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Calitri, vista dal lato del Monte Calvario, che la guarda da est, è un arrampicarsi verticale di case colorate che sembrano impilate l’una sull’altra, una suggestione che aumenta ancor di più se la si osserva con una fotografia aerea.

Un susseguirsi di tetti e viuzze strette strette che risalgono il fianco collinare fino al nucleo più antico del paese, quello che oggi viene chiamato borgo-castello e che rimase gravemente danneggiato dal terremoto dell’Irpinia del 1980.
L’esistenza del castello di Caletrum, che sovrastava tutta l’area da un’altezza di 650 m slm con le sue possenti quattro torri angolari, è documentata fin dal XIII secolo quando Federico II lo fece includere tra quelli da sottoporre agli interventi di consolidamento delle strutture fortificate del Meridione d’Italia, tanto che all’inizio della dominazione angioina il “Castrum Calitri“ era uno dei circa quaranta castelli agibili esistenti nel giustizierato del “Principato e Terra Beneventana“.
Nel 1561 un terremoto provocò diversi crolli e il feudatario dell’epoca, Gesualdo IV, lo rinconvertì in un grandioso palazzo nobiliare per la famiglia.

Tuttavia un altro violentissimo terremoto lo distrusse integralmente nel 1694, causando anche la morte del suo feudatario, il principe Mirelli. I superstiti della famiglia rinunciarono a ogni tentativo di ricostruzione e fecero edificare un nuovo palazzo più a valle.

A seguito di ciò, quello che rimase del palazzo cinquecentesco che già aveva inglobato il preesistente castello, fu utilizzato per la costruzione di unità abitative e venne inglobato nel tessuto abitativo del nucleo storico di Calitri.
Con un sapiente utilizzo di fondi europei del periodo 2000-2006 è stata ripreso e, in buona parte completato, un progetto di restauro e rivalorizzazione del borgo castello e dei suoi affascinanti ambienti avviato sin dalla fine degli anni Ottanta, oggi visitabili grazie alle guide volontarie della Pro Loco del paese.

Ai piedi del borgo restaurato c’è ancora un’area rimasta immutata dai tempi del sisma, con una fila ordinata di case lasciate all’oblio del tempo in cui ancora sono visibili mobili, scaffali e suppellettili su cui si accumulano la polvere e i ricordi da quarant’anni.
Per accedere al borgo-castello vero e proprio, ovvero alla parte restaurata, bisogna accedere da un cancello e farsi accompagnare dai volontari della Pro Loco che introducono a tutti gli ambienti visitabili.
Si tratta di una passeggiata di grande suggestione, grazie alla accorta ricostruzione del borgo e degli ambienti di un tempo, con gli oggetti ritrovati sul posto. Si possono vedere le abitazioni dell’epoca con gli arredi originali, la bottega del fabbro, quella del calzolaio, i telai, le cucine antiche, i torni oleari, le particolarissime pareti e i solai costruiti con l’uso delle “mommole” e i percorsi sotterranei che univano diverse parti del centro storico.

Dopo aver visitato anche le aree museali dedicate ai ritrovamenti archeologici dell’area e alla ceramica, si arriva a quella che era la parte più alta del castello, di cui oggi rimangono poche tracce strutturali e da cui si gode di una magnifica vista a 360 gradi.
Lasciato il borgo abbandonato ci si può lasciare andare a un lento percorso, non meno gradevole, nel paese vivo, tra le sue viuzze e le case addossate graziosamente l’una all’altra. In ogni caso la visita a Calitri lascia sempre un gradevolissimo ricordo.

Per informazioni rivolgersi alla Proloco Calitri: +39 082738058 info@prolococalitri.it

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