CARCIOFITradizioni dalle regioni. Dalla capitale romana i carciofi alla giudia, un piatto classico e molto semplice, capace di esaltare l’aroma e il sapore del carciofo, unico protagonista. La storia di questo piatto è legata al ghetto ebraico di Roma. Le massaie ebree, utilizzando la “mammola” romana, ovvero, il carciofo tipico del Lazio, creavano questa pietanza tipica, consumata in ricorrenza del Kippur.

Si tratta della festa dell’espiazione, un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento, dedicandosi esclusivamente alla preghiera. Dopo aver trascorso 24 ore di digiuno, gli ebrei solitamente mangiavano i carciofi che per questo motivo furono chiamati alla giudia.

Ingredienti: (per 4 persone)
4 carciofi
1 limone
Olio q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.
Procedimento:
Iniziate pulendo i carciofi. Eliminate le foglie esterne più dure, fino ad arrivare a quelle più interne più morbide. Eliminate, partendo dalla parte esterna, la parte viola di ogni foglia, aiutandovi con un cortellino, procedendo così verso l’interno. Il carciofo avrà una forma rotonda di una rosa. Eliminate la parte esterna. Immergeteli in dell’acqua acidulata, per circa 10 minuti.

Toglieteli dall’acqua, scolateli ed asciugateli e batteteli l’uno contro l’altro per far si che si che le foglie si aprano. In un tegame fate scaldare l’olio in modo da ricoprire i carciofi, immergeteli nell’olio caldo e lasciateli per circa 10 minuti. Per verificarne la cottura basterà punzecchiare la base del carciofo con una forchetta, se penetrerà nel carciofo, allora potete toglierlo dall’olio.

Toglieteli e capovolgeteli in un vassoio per una ventina di minuti, in modo che perdano l’olio in eccesso, con l’aiuto di una forchetta aprite le foglie dall’interno verso l’esterno. Condite l’interno con sale e pepe e lasciateli riposare per qualche minuto. Spruzzateli con del vino bianco. Serviteli caldi e…buon appetito!

Maria Rosaria Mandiello

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