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CAVOLFIORE. Perchè portarlo in tavola?
Il cavolfiore appartiene alla famiglia delle Brassicacee, la stessa famiglia dei “cugini” cavoli. Deve il suo nome ai sostantivi latini “caulis”, cioè “fusto” e “fioris”, cioè “fiore”: le infiorescenze che si usano in cucina.
È noto per l’odore non proprio piacevole che emana quando viene cotto, ma è soprattutto un ottimo antinfiammatorio, contrasta l’ipertensione, depura, è indicato per i diabetici, aiuta il sistema immunitario.
È opportuno approfittare delle sue caratteristiche nutritive e consumarlo un paio di volte la settimana per tutto l’inverno.
Origini
Il cavolfiore ha origini antiche e si ritiene che derivi dal cavolo selvatico (Brassica oleracea) coltivato già dai Greci e dai Romani. La sua diffusione in Europa è avvenuta nel Medioevo, grazie agli scambi commerciali con l’Oriente. Fu in particolare l’Italia, e poi la Francia, a valorizzarlo nella gastronomia.
Proprietà nutrizionali del cavolfiore
Il cavolfiore è povero di calorie (circa 25 kcal per 100g) ma ricco di fibre, vitamine e minerali, tra cui:
Vitamina C importante per il sistema immunitario.
Vitamina K che favorisce la coagulazione del sangue.
Folati essenziali per la salute delle cellule e importanti in gravidanza.
Potassio utile per la salute cardiovascolare.
Antiossidanti e composti solforati che hanno proprietà antitumorali e depurative per il fegato.
Il cavolfiore ha un basso indice glicemico e favorisce la digestione grazie alla sua alta quantità di fibre.
Qual è la stagione del cavolfiore?
Il cavolfiore è una verdura tipicamente autunnale e invernale. La sua stagione va generalmente da ottobre ad aprile, con il periodo migliore tra novembre e febbraio.
Tuttavia, grazie alle diverse varietà coltivate in Italia, è possibile trovarlo quasi tutto l’anno, anche se la qualità e il sapore sono migliori nei mesi freddi.
Dove si coltiva?
Le principali aree di coltivazione del cavolfiore sono:
Cina e India, che dominano la produzione mondiale.
Italia, dove è molto diffuso in Campania, Marche, Puglia e Sicilia.
Francia e Spagna, che lo esportano in tutta Europa.
Perché portarlo in tavola?
È un alimento sano, economico e versatile.
Si presta a numerose preparazioni: lessato, gratinato, in zuppe, al forno o anche crudo.
È un ottimo sostituto dei carboidrati (si usa per preparare la “pizza di cavolfiore” o il “riso di cavolfiore”).
Favorisce il benessere intestinale e aiuta a depurare l’organismo.
Come neutralizzare l’odore che emana durante la cottura?
Mettere sul coperchio un pezzo di pane raffermo bagnato nell’aceto, quest’ultimo assorbirà la parte sgradevole dei gas emanati.
Ricette con il cavolfiore
Bistecche di cavolfiore al forno
Cous cous di cavolfiore alla zucca
Crema di cavolfiore allo zafferano con ceci croccanti



