CAVOLFIORE. Perchè portarlo in tavola?

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Il cavolfiore appartiene alla famiglia delle Brassicacee, la stessa famiglia dei “cugini” cavoli.
Deve il suo nome ai sostantivi latini “caulis”, cioè “fusto” e “fioris”, cioè “fiore”: le infiorescenze che si usano in cucina.
È noto per l’odore non proprio piacevole che emana quando viene cotto, ma è soprattutto un ottimo antinfiammatorio, contrasta l’ipertensione, depura, è indicato per i diabetici, aiuta il sistema immunitario.

È opportuno approfittare delle sue caratteristiche nutritive e consumarlo un paio di volte la settimana per tutto l’inverno.

E per neutralizzare l’odore che emana durante la cottura? Mettere sul coperchio un pezzo di pane raffermo bagnato nell’aceto, quest’ultimo assorbirà la parte sgradevole dei gas emanati.

Ecco qualche buona ricetta!

PRIMI. Spaghetti, sardine e cavolfiore alla salentina

PRIMI. Pasta al forno cremosa ai cavolfiori

Cucina di recupero. Bocconcini light di cavolfiori e ricotta con semi di sesamo

 

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