API. 12 cose che non sai su di loro…

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Come vede l’ape?
Le api hanno occhi composti da 5.000 singoli omatidi. L’immagine che un occhio composto trasmette al cervello è come un mosaico di 5.000 pezzi. L’ape dunque vede in modo meno preciso e dettagliato dell’uomo.

Come trova i fiori?
Attraverso la cosiddetta “danza scodinzolante” l’ape comunica alle altre api la direzione della sorgente di cibo.

Il tatto dell’ape
All’interno dell’alveare c’è un buio pesto. L’ape si fida in prima linea del proprio senso del tatto situato nelle antenne e nei peli sensori di tutto il corpo. Esso è importante per

 la comunicazione – la danza
 il senso gravitazionale – distinzione fra su e giù
 la costruzione dei favi – celle esagonali, favi perpendicolari spazio fra i favi

L’olfatto dell’ape
L’ape riconosce un certo tipo di fiore tramite il suo profumo. E nell’alveare trasmette questo profumo anche alle altre api. Queste api bottinatrici, a loro volta, raccolgono polline o nettare da questo tipo di fiore, finché la fonte non si esaurisce.

In questo modo anche la pianta ne trae vantaggio: le api impollinano i fiori e cosi è possibile selezionare diversi tipi di miele secondo il tipo di fiore. Le api non raccolgono solo il nettare dai fiori ma anche la melata. Quest’ultima è un secreto ricco di zuccheri che secernono alcuni insetti presenti sugli alberi.

Le api sentono?
Le api non sentono i suoni attraverso le orecchie, come noi. Loro sentono le vibrazioni attraverso tutto il corpo, soprattutto con i loro peli e con le loro antenne. Un’ape per esempio produce un suono di 250 vibrazioni al secondo (250Hz) durante la danza scodinzolante.

Questo corrisponde anche alla frequenza con cui battono le ali, che produce il ronzio che noi sentiamo. Questo suono è di circa di un’ottava sotto il “La” musicale di 440Hz. In ogni alveare esiste un determinato spazio di circa 100 cm² riservato alla danza. Si tratta di un’area di celle vuote, che vibrano più fortemente, quando un’ape danza.

Questa vibrazione è un importante mezzo di comunicazione perché viene percepito fino nell’ultimo angolo dell’alveare. Una danza senza queste vibrazioni verrebbe ignorata dalle altre api.

Le prestazioni di questi piccoli animali sono davvero incredibili
In un giorno la regina depone da 1500 a 3000 uova, il cui peso complessivo corrisponde all’incirca al peso della regina stessa. La larva raggiunge dopo sei giorni un peso che è 500 volte il suo peso iniziale: come se un neonato di 3 kg dopo sei giorni ne pesasse già 1500.

Dove abitano le api?
La casa delle api è l’alveare, fatto interamente di cera, costruito all’interno di una cavità o un’arnia fornita dall’apicoltore e suddiviso, al suo interno, da muri di cera chiamati favi.

I favi vengono a creare migliaia di celle in successione e disposte su più piani, alcune rappresentano i nidi dove crescono le piccole api e altre le dispense dove viene immagazzinato il miele. Le celle che sono più grandi sono destinate ad ospitare i fuchi e le regine.

Ape Regina, Fuchi e Operaie: ad ognuno il proprio mestiere
L’ape Regina coordina la vita e il lavoro dell’alveare, ma soprattutto è l’unica ape in grado di riprodursi. Dopo circa una settimana di vita, la regina è pronta per accoppiarsi e la fecondazione avviene in volo dal maschio (fuco) più forte e veloce che riesce a raggiungerla.

Tre giorni dopo la sua deposizione, l’uovo diviene larva e si possono avere due tipo di nascite. Dall’uovo non fecondato, nasce il maschio, la cui principale funzione è di fecondare a sua volta la Regina, mentre dall’uovo fecondato nasce l’ape femmina.
Il fuco ha come ruolo principale quello di fecondare l’ape regina, ma, come già anticipato, solo il più forte e veloce ci riesce.

Passato il periodo fertile della regina, i fuchi vengono scacciati dall’alveare, poiché non contribuiscono alla produzione del miele.
Le api operaie sono la casta più rappresentata e, sicuramente, quella che si sobbarca la maggior mole di lavoro.

All’interno dell’operaie ognuna di loro ha un suo compito ben preciso: ci sono le api “spazzine”, che si occupano della pulizia dell’alveare; quelle “nutrici”, che nutrono le larve al primo stadio e la Regina; le “architette”, che modellano la cera per creare nuove celle; le ventilatrici, che hanno il compito di mantenere una temperatura idonea all’interno dell’alveare e, per ultime, le “bottinatrici”, che ispezionano l’ambiente in cerca di nettare, propoli e polline fino alla fine delle fioriture.

Come producono il miele le api?
La produzione del miele comincia già nella borsa mielaria dell’ape bottinatrice durante il suo volo di ritorno verso l’alveare. Una volta giunta a destinazione, l’ape rigurgita il nettare ricco d’acqua, che viene disidrato dalle api ventilatrici, le quali cercano di creare una corrente d’aria tale da provocare l’evaporazione dell’acqua.

Quando la percentuale d’acqua raggiunge un livello ottimale, il miele è maturo e viene immagazzinato in altre cellette, che una volta piene, saranno sigillate.

Cosa mangiano le api?
L’alimentazione per le api è fondamentale, poiché il ruolo di un’ape all’interno dell’alveare dipende da ciò che mangia. Infatti, l’ape femmina, che nasce dall’uovo fecondato dall’ape regina, in base a ciò di cui si nutre, diventa un’operaia o, a sua volta, regina. Tutte le larve, nei primi due giorni, sono nutrite con pappa reale.

Se la larva continua a nutrirsi di quest’ultima diventerà un’ape regina, al contrario se inizierà a cibarsi di miele e polline diventerà operaia.

Chi produce la pappa reale?
La pappa reale viene prodotta solamente dalle api giovani, ovvero fino al dodicesimo giorno di vita, e costituisce il principale alimento proteico delle api ed è, inoltre, un ottimo alimento anche per l’uomo, in quanto possiede notevoli proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

Le ali delle api: quante funzioni!
Oltre a rendere le api in grado di volare, le ali, con la loro frequenza di battito, riescono a mantenere una temperatura costante all’interno dell’alveare durante tutto l’arco dell’anno. La velocità media di un’ape è di 24 chilometri orari, ma può anche arrivare fino a 29 chilometri orari.

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