Una nuova scommessa per Lady Vì. Nella capitale, alla Fattoria di Clotilde

1
350

ROMA. Per Annavittoria Imperatrice, donna bella ed energica, coraggiosa e passionale, dopo una laurea in psicologia, è scattato per lei il suo primo amore, la cucina, un mestiere nuovo e insolito per una neolaureata, ma antico e appreso in famiglia dalle nonne.

I primi passi fatti nel ristorante della sorella a Trastevere, e poi, zingara per scelta, ha aumentato il know how della  sua professionalità girovagando per il mondo, tra la Francia e la Toscana, tra l’Europa e l’Africa, il suo secondo grande amore, dove ha in animo di aprire una scuola di cucina italiana ed internazionale a Nairobi, per potere dare l’opportunità agli africani di imparare una professione che consenta loro di mantenere i propri figli.

A Nairobi, curiosa ed efficiente, ha fatto corsi di intaglio, di sushi, di cucina thai, e, nel  2005 ha aperto il suo ristorante Lady Vì, sull’Oceano Indiano,  e poi, ancora in Italia,  ed infine a Roma, città fortemente amata, il suo terzo step d’amore, per una collaborazione come executive chef alla Fattoria di Clotilde, sulla Via Cassia. Ora è da qui che Annavittoria propone la sua cucina, che lei stessa definisce…, per la gioia di chi preferisce averla a “portata di piatto”, in Italia.

Potrei definire la mia cucina: la cucina dell’amore, a volte tradizionale, spesso creativa, il risultato della mia formazione internazionale, abbinamenti partenopei, toscani, francesi, ma soprattutto fatta di materie prime freschissime, stagionali e locali, ovunque io mi trovi. L’amore è appunto la componente essenziale e fondamentale di tutti i miei piatti, l’emozione che trasmetto, senza questo ingrediente il sapore non viene esaltato! Più che stupire con effetti speciali ed accostamenti a volte strani e spesso nati da mode esasperate, io amo stupire con sapori concreti, che prendano nella loro semplicità, naso e… gola e, perché no, appunto anche il cuore”, conclude la chef.

Cristina Vannuzzi

1 commento

  1. Grazie ad Antonella e grazie a Cristina, due grandi firme del giornalismo enogastronomico, che mi considerano con occhio benevole. Grazie anche alla mia Roma per questa opportunità di servire i miei concittadini e non essere più straniera in patria.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here