L’estate è la stagione per stare con gli amici, ci si incontra per il piacere e il gusto di stare insieme. Se parlare delle condizioni meteo è, secondo un’indagine condotta qualche tempo fa, la conversazione che occupa il primo posto, di sicuro parlare del cibo viene subito dopo.

Sere d’estate. Sere di inviti a cena.
Una delle cene preferite è quella a base di pesce.

Solitamente la cena è preceduta da lunghe disquisizioni, che cominciano già sotto l’ombrellone.

Argomento principe:

Una perfetta frittura di pesce

La frittura di pesce sta all’estate come la pastiera sta a Pasqua. Così come in ogni famiglia ognuno ha la ricetta per la pastiera, che è sempre la migliore di tutte, così anche per la frittura di pesce ognuno custodisce il segreto, perché la propria risulti la più leggera e la più croccante.

Che tipo di pesce, dove lo prendi, come lo tagli, te lo fai pulire o lo pulisci tu, che tipo di farina usi per infarinarlo, che tipo di olio di oliva o di semi, di arachidi o di mais, che tipo di padella alta o bassa, che tipo di gas?

Eh sì, perché anche la forza del gas è fondamentale, se hai l’ugello intasato è inutile che ti avvii, perché il pesce ti rimane moscio, se non lo infarini bene è un casino perché l’olio ti si riempie di residui, non ne parliamo poi se non lo sgoccioli bene, l’olio scoppietta e ti puoi bruciare, che poi l’olio bollente sulla pelle già scottata dal sole, non te lo dico proprio!
Insomma ognuno ha il suo sistema, ognuno il suo metodo, che, manco a dirlo è il migliore di tutti, il risultato di anni e anni di sperimentazioni dopo fritture mosce, oleose squagliate e pure salate!

Ebbene l’altra sera, ospiti di Rosanna e Giovanni abbiamo assistito ad una vera maestria.
Tutte le regole sono state applicate alla perfezione: il taglio del calamaro eseguito con una precisione millimetrica, non troppo stretto, né troppo largo. L’infarinatura poi, rigorosamente con farina di semola rimacinata, “shakerata” in una busta e passata nello scolapasta per eliminare l’eccesso di farina.
L’olio di arachidi e poi, il fornellone con gli ugelli perfettamente funzionanti e con il gas alla giusta potenza!
Tutti questi elementi combinati ci hanno regalato una frittura di calamari da manuale! Croccante, dorato e leggero, in una parola fragrante!
Le mazzancolle poi sono state tuffate nell’olio bollente ed anche esse hanno assunto quella colorazione rossastra perfetta.
Al momento possiamo affermare che Rosanna è la vera regina della frittura di pesce!
La cena devo dire è stata perfetta. La fregola ai frutti di mare per primo piatto, super!
E la impepata di cozze, altro must dell’estate, preparata fa Giovanni eccellente, finalmente “cozze piene” che è diventato un miracolo trovarle pur trovandoci nei mesi senza la ‘r’ che sembra siano quelli giusti.
A fine pasto la torta primavera della pasticceria Ginetti a base di babà, crema chantilly e pasta chou è stata la ciliegina finale.

Comunque la corona è stata assegnata. Rosanna proclamata la regina della frittura di pesce! Adesso bisognerà attrezzarsi per contenderla e strappare la corona! Si accettano candidature!

Ingredienti per 18 persone

1,5 kg di mazzancolle (circa 70 pz 4 a testa)

3 kg di calamari

farina di semola rimacinata q.b.

limone q.b.

Procedimento frittura di pesce
Tagliare i calamari, possibilmente già puliti, ad anelli larghi di circa 1,5 cm. Le mazzancolle non vanno pulite. Infarinare i calamari usando farina di semola rimacinata ed usare una busta per alimenti, poi setacciare l’eccesso di farina con uno scolapasta. In una capace padella far riscaldare l’olio di arachidi, senza bruciarlo. Friggere prima i calamari, poi le mazzancolle. Scolare su cara assorbente, salare e servire ben calda con spicchi di limone.

 

Antonella Dell’Orto

biologa contadina

 

Scopri gli altri “racconti”!

La crostata multigusto di Antonella

La Festa delle Lucerne e “O ped e o muss”

Pasta veg con le cime di rapa alla Franceschina

Rispondi

Please enter your comment!
Please enter your name here