Identità Golose 2011 – Seconda ParteGennaro Esposito il Re delle Due Sicilie è chef dell’anno

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Un anno lontano, giovani alla prime esperienze, pranzo dal Nostro Maestro Alfonso Iaccarino. Il Don Alfonso – tre stelle Michelin – per un lucano che viene dalle montagne arrivare a Sant’Agata… Un altro mondo, un gran bel posto, grande ospitalità, grandi vini, grandi clienti.

Ho imparato tante cose quel giorno, ho avuto un termine di paragone, ho capito che a volte materie prime della tua terra come l’agnello delle Dolomiti Lucane, a cui da noi veniva preferito l’angus, in un tre stelle è un piatto molto più ambito…Ho capito che noi siamo ambasciatori della cultura della nostra terra!

Se la Divina Costa è oggi uno dei luoghi più gourmet del mondo, il merito è solo di Alfonso Iaccarino, precursore dell’alta cucina.

Non  ricordo chi erano gli altri colleghi che parteciparono all’incontro, ma un giovane illustre sconosciuto mi rimase impresso, difatti mantenemmo l’amicizia:  si trattava di Gennaro Esposito, allegro, gentile, grande  phisique du role, uno a cui ti affidi.  Lo chef.

Ricordo che nelle sue parole era già chiaro cosa avrebbe fatto e come si sarebbe mosso per arrivare in alto, quindi non un semplice talento naturale. Un passionario della cucina, insomma, ma anche un grande manager di se stesso.

Complimenti allora e complimenti sempre…se oggi c’è un grande sistema gourmet che attira decine di migliaia di appassionati, se in una moltitudine di ristoranti italiani ci sono in carta paccheri, pomodori del Piennolo e mozzarella di bufala, il merito stavolta è di Re Gennaro. 

Andare alla Torre è una esperienza piacevole, Gennaro ti farà mangiare, a differenza di altri chef! Vi si trova ciò che ci si aspetta: grandi materie prime ed equilibrio e concretezza.

La Campania Felix nel piatto, piacevole Gennaro e piacevole sentirgli presentare un risotto con salsa di broccoli, limoni, triglie e pelle della burrata, un piatto in cui l’elemento principe è il limone della costiera  e tutto il resto serve solo a completare. 

Poi prosegue con la sua minestra maritata con le verdure tipiche del suo orto unite alla pancetta, la trippa di baccalà, l’aringa…insomma la minestra di mare.

La grandezza di Gennaro è questa. Non copia, non segue le mode…rappresenta Vico e se stesso nel mondo e non scende a compromessi. Premiato come chef dell’anno dalla guida Identità golose!

Bravo Gennaro.

Ora eccovi la riflessione da cuoco lucano montanaro:

Da quando siamo sotto i riflettori, grazie al Gambero Rosso Channel e a tutte le tv ed i programmi di settore… c’è grande rivalità in questo nostro dolce mondo. Si  va ai congressi, si fa finta di non sapere chi sei, a volte mi sembra d’essere il solo a conoscere il nome del 98% dei ristoranti italiani e il nome dei loro cuochi. Dovrebbe essere semplice incontrarsi, scambiarsi le opinioni, i pareri tecnici, ma non è così!

Lo chef sale sul palco e si sente una star…è come dire “io sono salito sul palco e tu no”…quindi non sei nessuno, non conti un cazzo … ma non è così, credo che ci siano molti bravi sconosciuti o anche semisconosciuti che non fanno conferenze, ma hanno tanto da imparare.

Ecco forse caro Marchi, oltre alle lezioni bisognerebbe organizzare dei seminari, dei confronti veri a cui far partecipare i giovani,  famosi del momento e maestri storici o forse bisognerebbe prendere lezione di umiltà  o di pubbliche relazioni…e anche in questo Gennaro è uno dei pochi a saperci fare.

(FINE SECONDA PARTE)

Ma non è finita qui…

Francesco Rizzuti 

 (foto di Guido Rizzuti)

 

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