Gaztelugatxe. La grande emozione del mar Cantabrico

Gaztelugatxe è un nome difficile da pronunciare e ancor più da ricordare, ma è un luogo che una volta visto rimane nei ricordi per sempre.
Il nome deriva da Gatzelu che significa castello e atx che significa roccia e si riferisce al castello che un tempo si trovava al posto dell’attuale monastero.

Ma andiamo per ordine. Ci troviamo sulla costa settentrionale della Spagna, nei Paesi Baschi, un’area che con la Spagna delle corride, delle paelle e di don Chisciotte ha ben poco a che vedere.
Il paesaggio qui è decisamente verde, ricco di boschi e di prati che improvvisamente si interrompono sulle struggenti falesie che guardano l’oceano Atlantico nel Golfo di Biscaglia.
Qui, nella municipalità di Bermeo, appena 35 km a nordest di Bilbao, si trova una piccola isola collegata alla terraferma da un ponte ad arcate che risale al Trecento.

Il Gaztelugatxeko Doniene

Sulla sua sommità, a circa 80 metri di altezza, si trova il Gaztelugatxeko Doniene, ovvero un eremo dedicato a San Giovanni Battista risalente al X secolo, ma secondo alcuni ancora più antico. Ancora più indietro nel tempo vi sorgeva un castello, andato poi distrutto. Per un certo tempo venne anche utilizzato come prigione per le donne sospettate di stregoneria.
Il monastero non ebbe vita facile perché venne distrutto una prima volta dal corsaro inglese Francis Drake, nel 1593, e una seconda volta da un incendio nel 1978. Rapidamente restaurato, il luogo fu riaperto al pubblico a partire dal 1980.

L’isolotto va a chiudere a ovest una suggestiva baia in cui si trova anche la piccola isola di Aketx, un paradiso per l’avifauna, che contribuisce alla suggestione del luogo. Nel corso dei millenni la potenza dei marosi oceanici ha levigato e lavorato le rocce, creando una serie di meravigliosi archi naturali, sia sull’isola, sia sulla costa circostante.
Per quanto esista una strada sterrata che arriva fino alla base del ponte, ai turisti l’accesso è consentito solo mediante un percorso a scale che, zigzagando, porta in una ventina di minuti fino al mare.
Il panorama è superbo e si viene rapiti dalla visione del monastero sull’isola e dell’antico ponte seguito dal percorso medievale, che creano un’unica fusione emotiva con la selvaggia bellezza della costa. Non a caso Gaztelugatxe viene considerato un “must” di qualsiasi viaggio nei Paesi Baschi.

Negli ultimi anni è diventato ancora più popolare per essere stato scelto come location per la Roccia del Drago, la fortezza di Daenerys Targaryen della serie Il Trono di Spade. Anche se nella serie sull’isola è stato creato digitalmente un imponente castello, al posto del quale troverete il piccolo eremo, il luogo è in ogni caso inconfondibile, anche perché vi si riconoscono il ponte e la lunga e tortuosa scalinata in pietra con i suoi oltre 230 scalini.
Proprio a causa dell’ulteriore fama acquisita in certi periodi gli accessi, che sono gratuiti, sono stati contingentati, ma al di fuori dell’alta stagione non vi sono problemi di sorta.

Bisogna tenere conto del fatto che per raggiungere l’eremo bisogna quindi effettuare la discesa lungo la costa, risalire per il percorso medievale e viceversa e quindi è necessaria una minima forma fisica e una generosa scorta d’acqua per non trovarsi in difficoltà nei periodi più caldi.

L’ingresso è gratuito ma, nei periodi di maggiore affollamento, per evitare di superare il limite massimo consentito, è necessario acquistare un biglietto per visitarlo dalle 10 alle 19 durante:
• Settimana di Pasqua
• Fine Settimana e Festivi da aprile a giugno
• Tutti i giorni da giugno a settembre
• Fine settimana e ponti di ottobre
• Dal 1 al 9 dicembre
Al di fuori di questi orari non è necessario acquistare il biglietto.

L’eremo apre nella stagione alta (luglio e agosto) e durante gli eventi religiosi, e per scattare foto all’interno si deve pagare 1€. L’orario è:
• Martedì a sabato: dalle 11 alle 18.
• Domenica: dalle 11 alle 15.

Continua a scoprire la Spagna

Lanzarote, isola del fuoco e del vento! (prima parte)

Lanzarote: i luoghi dell’emozione (seconda parte)

Barcellona. Un reportage fotografico e 13 luoghi da non perdere

Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *