DIRITTO DI NOMINA: Indaco di Ischia

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LACCO AMENO – ISCHIA (NA). In un angolo di quiete, incastonato nella roccia tufacea, si affaccia silente sul mare di Ischia un piccolo incanto gourmet. La depandance golosa dell’hotel Regina Isabella a Lacco Ameno si chiama Indaco, nome suggestivo che evoca il colore del sesto chakra, quello che nella tradizione sanscrita rappresenta la mente illuminata e lo chef Pasquale Palamaro trentunenne ischitano, possiede la giusta umiltà illuminata e le idee molto chiare quando spiega con dovizia di particolari l’idea del salame di coniglio sua creazione.

Lo abbiamo assaggiato durante le cena – infilzato da un rametto di rosmarino – e prodotto dai famosi conigli ischitani allevati ancora allo stato brado, orgoglio dell’isola, con uno spumante al posto del vino bianco, essendo ricco di azoto regge meglio la stagionatura senza aggiunta di nitrati vari!

Per passare alla personale rilettura dell’antica ricetta delle nonne ischitane della pasta e patate che diventa cappelletti con ripieno di pezzogna su una crema di patate viola al profumo di scalogno innaffiati da una colatura di provola.

Il punto più alto è arrivato con il secondo, una spigola cotta sotto sabbia all’acqua termale su cubetti di pomodori e fagiolini di mare con quenelle di patate decorate alla portulaca erba antica e benefica nei racconti dei nonni contadini.

La cosa che colpisce di più del giovane Palamaro è la voglia continua di confrontarsi e di fare squadra con gli altri grandi chef stellati dell’isola e di apprendere con continue fughe in giro per l’Italia non ultima quella da Cannavacciuolo – altro campano illustre prestato al lago d’Orta. Auguriamo all’Indaco un percorso in ascesa che dai soli due anni di apertura si estenda fino al cinquantennale, data in cui è stato deciso di essere aperto nell’hotel storico che festeggiava proprio quel anniversario.

Angelica Santaniello

 

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