VERDE PASSIONE. La malva e i suoi fiori sacri

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Malva silvestris L.
Famiglia: Malvacee

a cura della biologa contadina Antonella Dell’Orto

La parola malva deriva dal latino mollire, che significa: molle, emolliente. E’ il nome, infatti, a rivelare le virtù della pianta che ha proprietà: emollienti, rinfrescanti, lassative, calmanti e diuretiche.
La malva, proprio per il suo aiuto sollecito ed efficace è il simbolo dell’amore materno. Un fiore che si abbina perfettamente al mese di maggio ed anche alla festa della mamma.
Come erba medicamentosa è da tempo immemorabile impiegata per uso esterno nella cura delle infiammazioni della cute.
Nell’antica Roma era considerata anche una prelibatezza che non mancava mai nelle mense più raffinate.
Durante il Medioevo Carlo Magno ne aveva resa obbligatoria la coltivazione presso i giardini medicinali del suo regno.
La malva è famosa anche per i suoi fiori che i Pitagorici ritenevano sacri poichè si orientano sempre verso il sole.

Infuso antinfiammatorio per la bocca e l’intestino

Mettete in 1 litro di acqua bollente:
50 grammi di fiori e foglie di malva
30 grammi di fiori di calendula
20 grammi di fiori di camomilla romana
Lasciate riposare per 10 minuti, filtrate e bevete 3 tazze al giorno lontano dai pasti.

Infuso per tosse e catarro

Fate bollire 2 cucchiai di foglie di malva in 1 bicchiere di acqua per 10 minuti, quindi colate e assumete 3-4 tazze al giorno lontano dai pasti.

La malva in cucina

Le foglie della malva possono essere utilizzate crude aggiunte alle insalate, oppure lessate.
In quest’ultimo caso si rivelano un ottimo ingrediente per ripieni di ravioli oppure per i risotti. Con i fiori si possono guarnire piatti di carne e pesce,o arricchire con un tocco di colore le fresche insalate estive.

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