ALBERELLOEcco gli step che hanno portato al riconoscimento della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria da parte dell’Unesco e le sue caratteristiche:

La coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria
La pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria è una tipologia tradizionale di allevamento della vite ancora oggi presente nell’isola, basato sulla creazione di buche nel terreno profonde circa 20 centimetri e che vede il vigneto prendere forma di piccoli alberelli all’interno di queste conche, al fine di poter carpire le scarse risorse idriche presenti nel terreno e ripararsi dal clima sfavorevole.
Tra i terrazzamenti, i muretti a secco, i giardini arabi e i dammùsi (le tipiche abitazioni pantesche), l’alberello di Pantelleria e la loro caratteristica tecnica di coltivazione rappresentano un vero e proprio simbolo di una comunità che, grazie al difficile lavoro nei campi, plasmando di generazione in generazione un territorio impervio, è riuscita a sostentarsi rinnovando quotidianamente il profondo legame tra uomo e natura.

L’iter di candidatura
La candidatura è stata avviata nel 2010 per iniziativa del prof. Pier Luigi Petrillo, esperto in politiche Unesco, ed è stata iscritta nella tentative list nazionale (la c.d. lista propositiva nazionale) nel 2012, dopo due anni di confronti tra il Ministero e le comunità locali. Il 30 marzo 2013 è stata presentata all’Unesco come unica candidatura italiana. A ottobre 2014, dopo un anno e mezzo di negoziati condotti dal Ministero dell’Agricoltura, l’organo indipendente di valutazione aveva espresso parere favorevole.
La Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco
A partire dal 2003, l’Unesco ha promosso la tutela del cosiddetto “intangibile heritage” ovvero il patrimonio immateriale nelle sue più differenti espressioni:
le lingue, i dialetti e le isole alloglotte;
le arti performative, musica, danza e forme di teatro;
i riti, le feste e le cerimonie;
le conoscenze e le pratiche relative alla natura e all’universo;
le modalità e le tecniche, i saperi, il lavoro artigianale.

L’Italia e la Lista del Patrimonio Culturale Immateriale
Dall’entrata in funzione dei meccanismi per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, previsti dalla Convenzione, l’Italia ha iscritto 5 elementi nella Lista Rappresentativa:
Canto a tenore sardo (2008);
Opera dei pupi siciliani (2008);
Dieta mediterranea (2010);
Saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese (2012);
Celebrazioni delle grandi macchine a spalla (2013).
La pratica di Pantelleria è, quindi, il sesto elemento italiano iscritto nella Lista.

Numeri e curiosità sul Patrimonio Culturale Immateriale Unesco
161 Stati Parte della Convenzione Unesco.
327 elementi iscritti nella Lista, provenienti da 87 Paesi.
La Cina con 22 elementi è il Paese che ha iscritto più elementi nella Lista, seguito dal Giappone (22) e dalla Corea del Sud (16).
In Europa il primato di elementi iscritti appartiene a Spagna e Croazia (14 elementi), seguite da Francia (12) e Belgio e Turchia (11).
Tra le più famose espressioni internazionali che appartengono a questa Lista sono da menzionare: il Fado (Portogallo); la Cultura e le tradizioni del caffè turco (Turchia); il Flamenco (Spagna); la Tessitura dei Tappeti Persiani (Iran); il Tango (Argentina e Uruguay); l’Opera Tibetana (Cina).

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