Chi non conosce Lapio, patria del Fiano, o forse meglio dire -per i più puntigliosi-, una delle celebri zone dove questo meraviglioso vitigno irpino trova una delle sue massime espressioni?

Chi non si è mai trovato ad approfondire il discorso o a sentire qualcosa, qualsiasi cosa, su quanto questo territorio sia capace di dare una impronta inconfondibile a questo vitigno?

A Lapio, piccolo borghetto dell’entroterra Avellinese, troviamo una delle mie cantine del cuore: Filadoro.
Per me, con i vini prodotti da Pietroantonio e la sua famiglia, è stato amore a prima vista: non dimenticherò mai quel Taurasi 2010 ad una degustazione guidata che mi ha fatto prendere carta e penna, segnare e sottolineare il nome dell’azienda e qualche giorno dopo portarmi a raggiungere la cantina, comprarlo ed approfondire meglio i vini prodotti da questa fantastica realtà.
Galeotto fu quel meraviglioso Taurasi, che mi ha aperto le porte al loro Fiano e soprattutto, al loro Fiano Santarì: un’opera d’arte. Tra l’altro c’è una cosa da non dimenticare, ovvero che Lapio è uno dei pochi paesi d’Italia a vantare la produzione di due DOCG, il Fiano di Avellino ed il Taurasi.


Il legame con Filadoro e l’agricoltura è molto antico anche se solo nei primi anni ’90 sono stati impiantati molti degli attuali vigneti voluti fortemente da Giuseppa Filadoro e Pietrantonio Lepore che non hanno mai abbandonato l’agricoltura e la produzione del loro amato Fiano, conferendo le uve da loro prodotte ai grandi produttore ma conservandone sempre una parte per la produzione familiare.

Nel 2008 è stato intrapreso dai figli Walter e Vittorio un vero e proprio progetto di valorizzazione di queste uve di famiglia, dando vita al sogno dei loro genitori ed interpretando in chiave moderna la tradizione vitivinicola irpina: è così che nasce Filadoro Winery con una produzione di 20.000 bottiglie, da vigneti aziendali, divise in 4 etichette tra Fiano di Avellino DOCG, Greco di Tufo DOCG, Irpinia Aglianico DOC e Taurasi DOCG.

Di anno in anno, i loro vini hanno guadagnato premi e riconoscimenti, assolutamente meritati, proprio in virtù di una produzione eccellente che mira alla massima qualità dei prodotti: dalla guida Berebene Gambero Rosso fino alla medaglia d’oro Gilbert e Gaillard.

E chissà… quanti altri ne arriveranno ancora! Io incrocio le dita!

Ad oggi l’azienda è cresciuta anche grazie all’ingresso dell’enologo Pietrantonio Lepore, figlio di Vittorio, che insieme al padre e allo zio seguono in tutto e per tutto la realtà aziendale dalla produzione di uva fino alla vinificazione, imbottigliamento e commercializzazione.
Attualmente vengono prodotte circa 50.000 bottiglie e alle prime referenze si sono aggiunte altre etichette per un totale di nove prodotti:


• Fiano di Avellino DOCG, da uve 10% Fiano da vigneti in Lapio, con produzione per ettaro di 70q
• Greco di Tufo DOCG, da uve 100% Greco da vigneti in Santa Paolina, con produzione per ettaro di 75q
• Campania Falanghina IGT, da uve 100% Falanghina da vigneti in Torrecuso (BN), con produzione per ettaro di 75q
• Campania Aglianico Rosato IGT, da uve 100% Aglianico da vigneti in Lapio, con produzione per ettaro di 80q
• Irpinia Aglianico DOC, da uve 100% Aglianico da vigneti in Lapio, con produzione per ettaro di 80q
• Taurasi DOCG, da uve 100% Aglianico da vigneti in Lapio, con produzione per ettaro di 60q
• Filadoro Frizzy Rosè, Campania IGT Rosato Frizzante, da uve 100% Aglianico da vigneti in Lapio, con produzione per ettaro di 80q e rifermentazione in bottiglia senza aggiunta di CO2
• Filadoro Frizzy, Campania Fiano IGT Frizzante, da uve 100% Fiano da vigneti in Lapio, con produzione per ettaro di 80q e rifermentazione in bottiglia senza aggiunta di CO2
• Santàri, Campania Fiano IGT vendemmia tardiva, da uve 100% Fiano dal vigneto di C.da Arianello a Lapio con produzione per ettaro di 50/55q

Il Santarì, prodotto in circa 4000 bottiglie è un vero e proprio Cru realizzato sono nelle annate più calde, così da portare le uve a surmaturazione ed avere quindi un prodotto da vendemmia tardiva che affina successivamente almeno 12 mesi in bottiglia: un Fiano eccezionale, che sa davvero emozionare ed è una vera e propria dimostrazione della longevità e straordinarietà di questo vitigno.

Ammetto che è probabilmente uno dei miei Fiano preferito, poiché ne è una interpretazione davvero magistrale e Pietro, a cui lo dico sempre, lo sa – …e adesso lo sa di più perché gliel’ho detto anche qua!-.
E adesso che lo sapete anche voi… se volete fare un giro in Irpinia, vi consiglio di fermarvi assolutamente da Filadoro o, se vedete le loro bellissime etichette in giro, di sceglierle senza alcuna esitazione!

http://www.filadoro.it/
Filadoro Winery
Via Cerreto 19, Lapio (AV)
tel. 388 1008092

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