Si dice cachi o caco?

Si dice cachi o caco? Ve lo sarete chiesto anche voi…
Le ricerche online dimostrano che è un dubbio molto frequente, dovuto forse al fatto che nel linguaggio quotidiano molti usano il termine al singolare. Ma qual è la forma corretta in italiano? E come si chiama davvero l’albero che produce questo dolce frutto autunnale?

Il nome corretto del frutto del cachi

Partiamo dal frutto.
Il frutto dell’albero del cachi si chiama cachi.
Può sembrare strano, ma in italiano la parola resta invariata sia al singolare che al plurale: si dice quindi un cachi e tanti cachi.
La forma “caco”, pur molto usata nel parlato, non è corretta secondo la grammatica italiana.

Un piccolo trucco per ricordarlo? Pensate a parole come auto o foto: restano uguali al singolare e al plurale.

Come si chiama l’albero del cachi

L’albero si chiama diospiro, dal nome scientifico Diospyros kaki.
Appartiene alla famiglia delle Ebanacee, la stessa a cui appartiene anche l’ebano.
In Italia viene coltivato soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud, dove il clima mite favorisce la maturazione dei suoi frutti arancioni e zuccherini.

Molti però lo chiamano semplicemente albero di cachi, una forma comune e comunque accettata.

Cachi o kaki: quale grafia è giusta?

Anche sulla grafia ci sono spesso dubbi, ma entrambe le forme sono corrette.
La versione con la k (kaki) rispetta l’origine giapponese della parola, mentre la forma italianizzata “cachi” è oggi la più diffusa nel nostro Paese, anche nei testi giornalistici e nei dizionari.

Curiosità linguistica

la parola giapponese kaki (柿) significa semplicemente “frutto”, ma nel mondo è diventata sinonimo del frutto del cachi per eccellenza.

Origine e curiosità su questo frutto

Il cachi ha una storia antichissima: è originario della Cina, dove viene coltivato da oltre 2000 anni. Da lì si è diffuso in Giappone e in Corea, e solo nell’Ottocento è arrivato in Europa.
In Italia il primo albero fu piantato nel giardino di Boboli a Firenze verso la fine del XIX secolo. Da allora è diventato un simbolo dell’autunno, amato per il suo gusto dolce e vellutato.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, alcuni alberi di Nagasaki sopravvissero all’esplosione atomica, diventando simbolo di pace e rinascita. Ancora oggi, in Giappone, il “cachi della pace” è considerato un albero sacro.

Diverse varietà: vaniglia, mela e tradizionale

Oggi esistono diverse varietà di cachi. Le più note in Italia sono:

Cachi vaniglia (o vanillina): si possono mangiare anche quando sono sodi, dal gusto delicato.

Cachi mela: croccanti e dolci, ricordano nella consistenza una mela matura.

Cachi tradizionali: quelli più morbidi e cremosi, che si gustano solo quando sono ben maturi.

Tutte queste varietà provengono dalla stessa specie, Diospyros kaki, ma cambiano per consistenza, sapore e grado di maturazione.

Letture sul cachi

Cachi: proprietà e benefici da portare in tavola

Quell’orientale di un cachi. La dolcezza del freddo…

Redazione
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