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Ladopita Oil Pie. La torta greca all’olio di oliva
Siamo nel periodo dell’anno in cui ci si dedica alla raccolta delle olive, molte le famiglie impegnate in questa attività anche sulle colline dei Monti Picentini.
Il prodotto sarà un alimento che ha tutti i requisiti per essere considerato un vero e proprio prodotto nutraceutico: l’olio di oliva extra vergine.
Di recente sono stata in Grecia, è stata la mia prima volta, il traghetto da Brindisi per Igoumenitsa e poi giù per un centinaio di Km per giungere a Lefkada.
Il paesaggio mi è parso da subito molto familiare, d’altra parte io abito la Magna Grecia e la somiglianza dei nostri territori ci fa sentire fratelli di questo popolo: “una faccia, una razza” lo avverti da subito che c’è un affinità con questa terra e i suoi abitanti.
Qualche giorno fa è stata la festa dell’albero e cercando nell’archivio una foto per aggiornare il mio profilo ritrovo quelle scattate appena arrivata in Grecia, sono tutti alberi di olivo!
Ecco che é proprio nell’albero di olivo che le nostre storie si intrecciano. Che storia fantastica quella dell’albero di olivo! Se ne trovano resti fossilizzati risalenti a
6000 anni a. C. in Palestina con i rudimentali attrezzi per estrarne l’olio. Utilizzato dalle civiltà più antiche se ne trova traccia fin dagli Egizi che lo usavano nella loro pratica più sacra: l’imbalsamazione.
Furono i Greci a portarlo nelle nostre regioni meridionali che vedono la Puglia, la Calabria e la Campania le terre che, ancora oggi, sono quelle che producono la maggior quantità di olio e la migliore qualità.
Da secoli l’olio viene utilizzato per usi non solo alimentari ma anche come un vero e proprio farmaco, valido alleato nella cura estetica della pelle e dei capelli, fino ad essere utilizzato per l’illuminazione.
La coltivazione e la successiva produzione dell’olio fu incrementata dai Romani che solcavano il Mediterraneo con le loro navi. nelle cui stive venivano stipate centinaia di anfore. A volte le navi naufragavano e nei nostri musei molte sono le anfore che ci testimoniano di questo passato.
Lefkada é la quarta isola del Mar Ionio per dimensioni, si trova tra Corfù e Cefalonia, poco più sotto è Zante.
Una striscia di mare molto corta la separa dalla terra ferma, è quindi raggiungibile con la macchina. Io ci sono stata in ottobre e il clima era ancora molto mite tale da poter ancora godere di qualche bagno in queste splendide acque turchesi.
Il dolce tipico di Lefkada si chiama Ladopita-oil pie, una torta all’olio! L’ho adorata perché mi ricorda tanto anche un dolce marocchino che praticamente ha gli stessi ingredienti anche se una consistenza diversa, ecco che ritorna quel legame tra i popoli dovuto al fatto di essere tutti affacciati sul Mar Mediterraneo.
È indubbiamente il dolce più diffuso e conosciuto dell’isola. Lo si trova ovunque e ormai praticamente sempre, mentre una volta era il dolce delle feste, dei matrimoni, di Capodanno.
Le sue origini sono nella Lefkada contadina, pochi gli ingredienti che si ritrovavano facilmente in ogni casa: farina, olio, spezie e proprio nelle spezie, ritroviamo traccia della dominazione da parte della Repubblica marinara di Venezia.

Come si prepara la Ladopita Oil Pie
Ingredienti per una teglia di 23 cm di diametro
500 g di farina 1 oppure 0
50 g di semolino (quello per fare gli gnocchi alla romana)
350 ml di olio evo
abbondante sesamo
per lo sciroppo
650 g di zucchero semolato
3 cucchiai da minestra di miele
800 ml di acqua
mezzo cucchiaino da tè scarso di chiodi di garofano in polvere (in alternativa 6 -7 chiodi di garofano da scartare dopo la bollitura dello sciroppo)
mezzo cucchiaino da tè di cannella in polvere
Procedimento
Versare in una pentola tutti gli ingredienti dello sciroppo e far bollire per 5 minuti. Mantenere lo sciroppo bollente. Mescolare farina e semolino.
In una pentola versare l’olio e scaldarlo molto. Versare la farina poca alla volta nell’olio girando con una frusta per evitare che si formino grumi. Tostare la farina per 6 – 8 minuti e finché non emana un buon profumo di tostato.
Versare lo sciroppo bollente a mescolate nella farina tostata e cuocere mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Quando il composto avrà preso la consistenza di una polenta abbastanza soda ritirare dal fuoco.
Oliare leggermente la teglia e versare il composto, lo spessore non deve superare i 3 – 3,5 cm. Aiutandovi con un foglio carta forno, premete con le mani sul composto. Accendere il forno a 180 gradi. Spargere il sesamo sulla superficie e infornare per circa 1 ora, la prova dello stuzzicadenti v i dirà quando è pronta.
Ritirare dal fuoco e lasciare raffreddare bene. Tagliare a rombi.
Un dolce da preparare proprio in questo periodo, il suo profumo speziato vi farà compagnia in queste serate con le lucine di Natale e perché no, accompagnato da un liquorino, magari quello di albicocche “il Lisandro”.

“Se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo, sia di proprietà dello Stato sia di proprietà privata, sarà giudicato dal Tribunale, e se sarà riconosciuto colpevole verrà punito con la pena di morte.”
(Aristotele, Costituzione degli Ateniesi, 330-322 a.C.)
Nel 1844, il re Umberto emanò il decreto con il quale vietò l’abbattimento degli ulivi su tutto il suolo italiano. Questa legge è ancora oggi in vigore su gran parte del territorio italiano.
Dal 2019 ogni 26 novembre viene celebrata la Giornata Mondiale dell’Olivo per imparare, condividere e festeggiare l’albero originario del Mediterraneo e i suoi prodotti.
Antonella Dell’Orto, biologa contadina



