Qualità dell’aria: nuovi metodi e nuovi strumenti. Una conferenza internazionale sull’esperienza in Molise

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ROMA. “Qualità dell’aria: nuovi metodi, nuovi strumenti, nuovo sistema di gestione”: questo il tema al centro della Conferenza  internazionale, che si terrà dalle 9 alle 14 del 29 novembre 2010 nella sala conferenze del Palazzo dell’Informazione – ADN KRONOS (Piazza Mastai, 9), promossa dalla Regione Molise, dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)e dal Cosib (Consorzio per lo Sviluppo Industriale della valle del Biferno).

All’evento saranno presentati gli attesi risultati dell’indagine sulla “meteodiffusività”: quattro anni di studi, un team internazionale al lavoro, strumenti prototipati, tecnologie  avanzate per capire come “respira” la valle.

Il metodo testato al Biferno, esportabile ovunque, nel catturare l’interesse di ricercatori diversi per formazione e cultura, ha gettato le basi per nuove politiche di intervento sul territorio. Un sistema che attende d’essere replicato in poli industriali ed urbani per contribuire al cambio di passo dello sviluppo: dall’espansione incontrollata alla sostenibilità.

La giornata si aprirà con i saluti del Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente Marco De Giorgi, del Presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio, della Presidente Regione Lazio Renata Polverini (in attesa di conferma)e del Sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno.

Dalle 10 i lavori prenderanno il via con la tavola rotonda sui risultati della ricerca e le nuove metodologie coordinata dal Presidente del Cosib Antonio Del Torto. Parteciperanno, tra gli altri, il Capo Progetto di Enea-Eart (Enea Atmosfere Research) Giovanni Grandoni, gli esperti Iryna Bashmakova dell’Universita’ di Helsinki e Alexander Smirnov dell’Università San Pietroburgo  “RSHU” che hanno partecipato al progetto.

Dalle 11 e 45 il dibattito riprende sul dialogo possibile tra Scienza, Industria e Territorio con Sergej S. Zilitinkevich dell’Università di Helsinki, tra i massimi esperti mondiali in materia, la Responsabile Scientifica di Enea-Eart  per il progetto Maria Cristina Mammarella , Joe Fernando dell’Università Notre Dame (Stati Uniti-Indiana). Intervengono: il Direttore Generale dell’Arpa Molise  Luigi Petracca, il Presidente della Ficei (Federazione Italiana dei Consorzi e degli Enti di Industrializzazione) Andrea Ferroni, il Presidente dell’Ema (European Medical Association) Vincenzo Costigliola ed il Direttore Ricerca Atmosferica dell’Osservatorio Nazionale di Atene Harry Kambezidis.

***Un’autentica  mobilitazione scientifica internazionale per studiare i caratteri meteo-ambientali di una valle italiana fortemente industrializzata: è stato questo il progetto Valle del Biferno, di cui oggi si presentano i risultati. Per esso scienza, industria e istituzioni si sono alleate, alla ricerca di una via allo sviluppo sostenibile. Il progetto è stato condotto nell’area della valle del Biferno vicina a Termoli, dove un grande polo produttivo convive con un ex borgo di pescatori, oggi noto centro turistico.

Qui il Cosib (consorzio per lo sviluppo industriale della valle), sostenuto dalla Regione Molise, ha chiesto ad Enea di indagare lo “scenario meteodiffusivo” del sito, in base ad un nuovo modo di “pensare” la qualità dell’aria, come esito dell’interazione tra emissioni e fattori meteo-climatici locali. L’intensità e la direzione dei venti, e soprattutto l’altezza dello Strato Limite Planetario (Planetary Boundary Layer, PBL), modulano le concentrazioni in aria  e tendono, a seconda dei casi, a disperderle o accumularle. Si può così meglio interpretare come “reagisce” la qualità dell’aria di un  luogo alla pressione delle attività umane, per cercare di  mitigarne l’impatto.

La nozione di meteodiffusività è stata la carta vincente del progetto e ha interessato – per le sue applicazioni possibili – partner europei e americani che hanno affiancato il team scientifico Enea-Eart (Enea Atmosphere Research Team). Un approccio innovativo. Un metodo che attende d’essere replicato anche nelle grandi città per contribuire al cambio di passo dello sviluppo: dall’espansione incontrollata alla sostenibilità.

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