Ode all’artigiano etico. Emilio Soldivieri, il suo lievito madre e il Pannurco

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EMILIO SOLDIVIERI
ph Giosi Calabrò

Non è facile oggi essere artigiano scrupoloso e attento, magari in stile “vecchio stampo”.

Se così possiamo definire chi non cede alle mode, alle richieste del mercato, alle scorciatoie.

Non è facile, ma nonostante ciò, c’è un sottobosco di giovani artigiani che fa resistenza nella sua quotidianità, dando precedenza all’etica prima che alla rincorsa della celebrità.

Eh si, perché quest’era dell’immagine, delle kermesse con podio, delle foto postate a ripetizione, ha anche amplificato una categoria che (per carità) è sempre esistita.
Ecco perché stavolta vorrei raccontarvi di uno di loro, di quelli “vecchio stampo” anche se appena quarantenne.

Perchè? Per la fiducia che negli anni si è conquistato lavorando con serietà, per quella ricerca continua che non smette mai di rinnovarsi, per il desiderio che sia rispettato dapprima lo status di consumatore e poi tutto il resto.

Magari il mio panettone è meno bello, soprattutto meno giallo, ma permettimi di poter affermare con grande orgoglio che le materie prime sono tutte indicate in etichetta, che non uso uova arricchite di coloranti e di chissà cosa, che propongo un prodotto fresco da mangiare quanto prima”.

Me lo ha detto in confidenza, in verità, ma non ho resistito. Parlo del maestro pasticcere Emilio Soldivieri, erede del talento e della storia del suo papà.

E’ cresciuto nella pasticceria di famiglia, ma di certo non è stato un lavoro scelto per comodità, anzi. Chiunque conosca la Pasticceria Elia di Giffoni Valle Piana sa di cosa sto parlando.

I lievitati sono un culto, il suo lievito madre viene coccolato come un bambino ed è il vero volto di questa realtà. Inutile aggiungere che i grandi classici qui trovano riparo, ma Emilio “pasticcio” – come lo chiamano affettuosamente gli amici – sforna almeno un paio di novità l’anno e celebrano sempre i Picentini ed i suoi tipici.

TONDINO DI GIFFONISolo pochi mesi fa accanto alle colombe è nato il Tondino di Giffoni, ovviamente a base di nocciole “Tonda di Giffoni” adornate da una coltre golosa di cioccolato.

Se una giustizia esiste nell’agroalimentare di qualità risiede soltanto nell’informazione che pian piano può rendere il consumatore più consapevole.
Amarsi un po’ di più parte dallo scegliere di dedicare tempo all’acquisto del nostro cibo.

Diverrà la nostra bellezza (o bruttezza), la nostra salute (o i nostri acciacchi), la nostra energia (o la nostra stanchezza).
Che il cibo sia la tua medicina”, non l’ho detto io, ma Ippocrate – padre della medicina moderna.
Dedicate tempo a conoscere chi (per voi) prepara il vostro cibo.

PANNURCOParte di questo tempo a me è servito per poter dire oggi, senza temere d’essere di parte, che Emilio va premiato, ascoltato, riconosciuto.
Quest’anno d’altronde ci ha regalato un altro prodotto.

Delicatissimo, umido al punto giusto e che guarda ai prodotti locali.

Si chiama Pannurco, nasce da un impasto di panettone classico a cui è aggiunta solo mela Annurca candita.
Per me una risposta ai panettoni troppo carichi, a tratti volgari. Perfetto per colazione, merenda, oltre che per dolce.
Una brioche panettone che celebra un prodotto amatissimo, che ha già un posto sulle tavole natalizie e che ora, ne ha certamente uno in più!

Pasticceria Elia

Trav. Scarpone, 2 – Giffoni Valle Piana (SA)
089.868495

www.pasticceriaelia.it
giorno di chiusura / martedì

Antonella Petitti

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