Negroamaro. Tardivo e intenso

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SALICE SALENTINO (LE). E’ il Salento il cuore del Negroamaro, non ci sono dubbi. Il suo nome viene dal dialetto “niuru maru” per il suo colore intenso e per quell’amarognolo che lo contraddistingue.

Questa foto è stata scattata in una vigna salentina lo scorso 16 giugno, testimonianza dunque del fatto che non stiamo parlando di un’uva tardiva.

In Italia sono all’incirca 32 mila gli ettari di Negroamaro, numeri che la classificano sesta tra le uve più coltivate. Caratteristica la sua foglia, molto grande, peculiarità che troviamo anche negli acini. Le vigne ad alberello sono tipiche delle zone molto calde e nel Salento sono molto diffuse.

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