La provincia di Antsiranana è, delle sei province del Madagascar, la più settentrionale e, data la vastità dell’isola, è quella a cui siamo limitati durante il nostro tour nell’interno.
Antsiranana è anche il nome della maggiore città settentrionale, con circa 80.000 abitanti. Viene ancora oggi chiamata col suo vecchio nome, Diego Suarez, in riferimento al navigatore portoghese che approdò nella sua baia nel 1543. Qualche anno dopo un altro portoghese, Hernan Suarez, vi fondò un insediamento a cui volle dare il nome dell’esploratore che lo aveva preceduto.

La città di Antsiranana

Oggi è una colorita città con vecchi edifici coloniali del periodo francese, piccoli mercati, locande e negozi di ogni genere. Non ci si aspetti minimamente una città secondo i canoni occidentali, dobbiamo sempre ricordare che il Madagascar è un paese molto povero, ormai da troppo tempo sfruttato e condizionato dalle potenze occidentali e, da un certo tempo, anche dalla Cina.
Quel che rimane dell’epoca coloniale si potrebbe definire decadente, quel che è venuto dopo non ha migliorato molto l’aspetto urbano.

Da Antsiranana partono i tour per le maggiori attrazioni turistiche dell’area, di cui noi ne abbiamo viste tre: l’area degli Tsingy Rouge, il Parco de la Montagne d’Ambre e il Parco Nazionale dell’Ankarana.
Nei vari trasferimenti da un luogo all’altro si incontrano spesso villaggi e mercati locali che forniscono numerosi spunti fotografici.
Va tenuto presente che in quasi tutto il Madagascar le strade sono spesso dissestate, piene di cantieri che devono incessantemente ricostruire tratti stradali e i ponti che spesso vengono spazzati via durante il periodo delle piogge. Per questo motivo guidare in autonomia non è semplice ed è meglio affidarsi a un autista locale. Gran parte dei villaggi che si incontrano sono fatti di semplici capanne di legno, privi di ogni servizio, con poco più che semplici letti o giacigli per dormire. Senza elettricità e acqua corrente la vita di gran parte dei malgasci non è semplice, ma almeno non è una popolazione che soffre la fame: riso e frutta si trovano in abbondanza ovunque e ciò permette un minimo di esistenza dignitosa a tutti, anche se lontana anni luce da quella a cui siamo abituati in Occidente.

Tsingy Rouge

Ma torniamo al nostro tour e da Antsiranana dirigiamoci a sud-est verso il sito degli Tsingy Rouge che si trova all’interno della pianura alluvionale d’Irodo, dove in una depressione del terreno un fenomeno geologico, conseguente alla combustione e alla successiva erosione, ha creato uno scenario molto suggestivo con numerosissimi pinnacoli di origine calcarea (tsingy) che spuntano dal terreno e che sono colorati di svariate sfumature di rosso.

È un paesaggio irreale e fiabesco allo stesso tempo, una vera manna per gli appassionati di fotografia. A breve distanza, da un’altura, si può ammirare un canyon creatosi con l’erosione dei millenni, anch’esso ricco delle sfumature rosse tipiche del territorio. Lasciamo gli Tsingy Rouge e dirigiamoci verso l’interno, a occidente.

Parco Nazionale de la Montagne d’Ambre

Una tortuosa strada di polvere e sassi porta in quota verso l’ingresso del Parco Nazionale de la Montagne d’Ambre che dove si trova una foresta umida situata ad una altitudine compresa tra gli 850 e i 1400 metri, habitat di numerose piante sempreverdi e animali come i lemuri di cui sono presenti sette specie diverse, camaleonti e serpenti.

I turisti vengono generalmente condotti lungo i sentieri più semplici di cui alcuni di grande impatto scenografico grazie alla presenza di diverse cascate, tra cui una che si getta nelle acque incontaminate di una laguna nel bel mezzo della foresta. Oltre alle diverse cascate vi sono anche alcuni piccoli laghi che si possono incontrare a seconda dell’itinerario scelto.

Parco Nazionale dell’Ankarana

Spostandoci più a sud si raggiunge il Parco Nazionale dell’Ankarana. Nel parco si trovano tratti di foresta decidua, massicci di roccia calcarea, grotte e fiumi sotterranei. In pratica il paesaggio varia in continuazione, passando dal bosco a formazioni rocciose suggestive. Estremamente particolare è la zona degli Tsingy Rary, dove l’erosione ha scolpito la roccia calcarea trasformandola in un immenso campo di rocce scure affilate.

Per gli amanti dei lemuri va detto che proprio nel bosco di questo parco si avvista una moltitudine di questi animali, a patto di sbirciare sempre con attenzione tra le fronde degli alberi.
Alla base degli stessi alberi, spesso nascosto da piccole sterpaglie, vive il Brookesia micra che, insieme al Brookesia nana, è il più piccolo camaleonte del mondo. Trovarlo non è semplice: bisogna rimuovere con delicatezza le piccole sterpaglie che si trovano alla base dei tronchi e sperare, aguzzando la vista, di individuarlo. Prendendolo con delicatezza lo si può appoggiare sul palmo della mano per ammirarne le minuscole dimensioni.

Prima di terminare il tour nell’interno del Madagascar settentrionale è anche piacevole effettuare qualche sosta per visitare le piantagioni di cacao, vaniglia, pepe e ogni tipo di frutta esotica che si trovano lungo la strada.
Per chi si diletta in cucina è conveniente comprare la vaniglia che qui si trova freschissima e a ottimi prezzi.
In alternativa, un altro buon acquisto da fare è quello degli zaffiri che vengono estratti e lavorati in alcuni villaggi della zona: per poche decine di euro si può portare a casa una pietra dura da far incastonare a piacimento da un orafo e che in Italia si pagherebbe almeno dieci volte di più!

Tagliatori di pietre
Pasta a mano

La cucina malgascia

Qualcuno si starà chiedendo cosa si mangia: riso, praticamente sempre, accompagnato da pezzi di manzo, pesci, crostacei, verdure di ogni genere. E naturalmente tanta frutta. In Madagascar il cibo non è molto speziato e quindi godibile da ogni punto di vista. Una curiosità: la papaya quando non è matura è considerata verdura e viene mangiata e condita come insalata, dopo la maturazione fa parte della frutta.

Insalata di papaya

Il nostro tour nell’interno del nord della “Grand Terre” è finito ed è venuto il momento di dedicarci al mare.
Per cui non perdetevi il prossimo articolo!

CLICCA QUI per leggere il precedente: Alla scoperta del Madagascar

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