Madagascar, Madagascar 2, Madagascar 3 sono film di animazione che negli ultimi anni hanno riproposto al pubblico cinematografico la grande isola, la quarta del mondo per estensione, posta al largo del Mozambico.
Stiamo parlando di un’area geografica molto particolare, staccatasi dal continente africano circa 140 milioni di anni fa, che proprio grazie a questo isolamento ha visto lo sviluppo di flora e fauna endemica unica al mondo, una sorta di microcontinente che negli ultimi anni ha fatto registrare una forte crescita del turismo internazionale e, in particolare di quello italiano.
Ora che in Madagascar il periodo delle piogge è finito, e da noi la primavera è iniziata, gli amanti dei viaggi esotici potrebbero farci un pensierino, perché questo grande paese ha veramente tanto da offrire.
Iniziamo col dire che l’isola, lunga ben 1500 chilometri, è davvero molto grande ed è impensabile poterla visitare tutta a meno che non ci si voglia trasferire per almeno sei mesi. Generalmente i tour operator propongono sia vacanze di mare e relax nella ormai famosa isola di Nosy Be, sia tour misti con escursioni nell’interno seguite da alcuni giorni al mare, oppure viaggi esclusivamente naturalistici nel Sud.
Per chi non è mai stato in Madagascar il consiglio è quello di decidere per un’esperienza che consideri tour naturalistici nel Nord della “Grand Terre”, come viene chiamata l’isola maggiore, seguiti da qualche giorno da trascorrere al mare, non solo per rilassarsi ma anche per scoprire l’incredibile fauna marina delle sue acque costiere.

A chi rivolgersi per organizzare il proprio tour?
Il maggiore tour operator malgascio è proprio italiano e si chiama Madaway, con sede nella città di Diego Suarez, nel Nord dell’isola, e lo si può contattare facilmente sul sito https://madawaytours.com/it/. Quasi tutti gli operatori italiani collaborano con Madaway per organizzare i pacchetti di viaggio.
Fatta questa premessa iniziamo a dare qualche motivo per andare alla scoperta di questo angolo di mondo.

Perchè andare in Madagascar?
Il Madagascar è un paese poverissimo che sta crescendo anche grazie al turismo, un motivo in più, di tipo etico, per visitarlo. Ma, soprattutto ha tanta bellezza da offrire. È un mondo di colori abitato da un popolo pacifico e cordiale che vi guiderà alla scoperta dei paesaggi variegati dell’isola, popolati da animali unici al mondo, tra cui decine di specie di lemuri e di camaleonti.
Nonostante l’intensa deforestazione che il Madagascar ha subito negli ultimi decenni, il risveglio di una coscienza ecologica e la convenienza di far crescere il turismo ha determinato la creazione di diversi parchi naturali protetti in cui si possono esplorare le aree più interessanti per fauna e paesaggio.
Nel corso di queste esplorazioni si verrà spesso a contatto con la popolazione locale, i loro prodotti di artigianato, i prodotti agricoli (non vi fate sfuggire la migliore vaniglia del mondo!) ma anche pietre preziose, come gli zaffiri, estratti in diverse località del Nord e venduti a prezzi assolutamente vantaggiosi.

Ci si perderà nei caotici e pittoreschi mercati locali, si conosceranno usanze ai nostri occhi strane e bizzarre e poi finalmente ci si rilasserà un po’ al mare. Non troppo però, perché se avete dimestichezza con maschere e pinne non potrete farvi sfuggire la barriera corallina, le tartarughe Caretta caretta e le grandi tartarughe verdi, gli squali balena e infiniti pesci variopinti.
Come abbiamo anticipato il periodo ideale per visitare il Madagascar va da maggio fino a novembre, dato che nei restanti mesi ci sono le piogge stagionali. Non sono richieste vaccinazioni particolari ma è sempre bene, come in ogni viaggio tropicale, partire con una piccola scorta di farmaci (antibiotici, antiinfiammatori, antidiarroici, qualche disinfettante tascabile), protezione solare, un cappellino e spray antizanzare perché proprio le malattie più pericolose, come malaria e dengue, sono veicolate da questi insetti.
Un altro consiglio è quello di cambiare in moneta locale all’aeroporto, soprattutto di piccolo taglio. Ci troviamo in un paese povero e le mance le chiedono praticamente tutti. Pochi spiccioli non ci impoveriscono ma rappresentano molto per i malgasci.
Se siete pronti per questa avventura, seguiteci nel racconto più in dettaglio, nei prossimi due capitoli, dedicati rispettivamente alle bellezze interne del Nord e alle meraviglie del mare che circonda l’isola di Nosy Be!





























