La Campania nel piatto e nel bicchiere. La FISAR s’è desta! Tutte le delegazioni campane per una degustazione di territorio

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EBOLI (SA). Una realtà giovane quella della FISAR in Campania, al di là degli insediamenti delle singole delegazioni. Ma forse è proprio questa caratteristica che spiega, senza dubbio, la frizzante attività che è sempre più rivolta all’esterno nell’attività di comunicare il vino ed il corretto approccio al suo consumo ed al territorio. Stavolta è la FISAR Salerno ad aver messo a segno una serata senza precedenti. Ieri sera attorno ad Alberto Giannattasio, delegato salernitano, si sono stretti Carlo Iacone (Caserta), Giovanni Calò (Napoli), Gabriele Massa (Capri), Domenico Parisi (Paesi Vesuviani) e Gerardo Perillo (Avellino). E questo ha segnato una unione di intenti che già sta progettando futuri appuntamenti.

A fare da scenario la sede dell’Enoteca Regionale sita nell’Azienda Sperimentale Improsta di Eboli, una realtà che ha un forte legame con il territorio, partendo dall’allevamento delle bufale chiudendo su uno splendido campo collezione di varietà di viti autoctone.

“Il tutto – spiega Vincenzo Aita – delegato CRAA alla gestione Improsta – “a servizio del mondo agricolo e degli agricoltori. Lavoriamo affinché il nostro ricco patrimonio in biodiversità non venga perduto e nella direzione di poter continuare a fare ricerca e sperimentazione”.

Caserta è stata rappresentata da tre aziende, l’Azienda Agricola Bianchini Rossetti di Alvignano, Cantina Nugnes di Carinola e la più nota Azienda Agricola Galardi. Quest’ultima è un interessante esempio di agricoltura biologica già dal 1997, che presenta vini di grande respiro. Per Napoli invece presenzia Grotta del Sole, un’azienda gestita dalla famiglia Martusciello e che di recente ha festeggiato la nomina di Elena a presidente nazionale dell’Associazione Donne del Vino.

L’isola di Capri ci ha, invece, fatto incontrare due aziende: Capri Terra Mitica e Cantine Russo. A far da padrone senz’altro il Piedirosso, proposto anche in versione spumante rosato.

Cantine Olivella di Sant’Anastasia è invece l’azienda rappresentante per i Paesi Vesuviani, da generazioni produttori di vino che dal 2004 sono arrivati all’imbottigliamento. Importante per quest’azienda il lavoro sulla Catalanesca.

Per la rigogliosa Irpinia tre aziende: Cantine Bambinuto di Santa Paolina, Cantine Paterno di Paternopoli e Coste di Tufo di Tufo. Inutile dirlo, il Greco di Tufo soprattutto nel periodo estivo è il migliore rappresentante del territorio.

A raccontare il Sannio un’azienda di Solopaca, Santimartini, che con un’ampia gamma di prodotti rappresentati in primis da Aglianico e Falanghina, sta puntando ad una produzione di qualità. Ad accompagnare il vino però non è mancata la Campania “nel piatto”, difatti un buffet dei prodotti dell’azienda Improsta ha dato la possibilità agli intervenuti di assaggiare, tra le altre cose, la mozzarella di bufala e le albicocche campane. 

Alle ore 21.30 a chiudere un musical nel piazzale tra il “casioncello” ed il palazzo, “Il fantasma dell’Opera” a cura dell’Associazione “LA SI SI” di Battipaglia.

All’interno dell’enoteca anche una mostra d’illustrazioni “Straight Left” di Dario Volpe a cura di Elementi Creativi – Arti Expositive Space, con 10 opere serigrafiche dell’artista.

“Sono molto contento di aver avuto modo di farmi portavoce di una FISAR regionale che cammina nella stessa direzione e che con questa coesione può puntare a crescere sempre di più”, racconta Giannattasio al termine della serata. “Ringrazio gli altri delegati che hanno voluto onorarci con la loro presenza e raccontare tutti insieme della Campania che funziona, che produce, che va avanti, nonostante le difficoltà che la cronaca ci ha abituati a conoscere. Continueremo con una crescente attività a parlare di vino e di territorio, ne hanno bisogno i produttori ed anche i consumatori, affinché si possa scegliere con consapevolezza”.

***nella foto di copertina Alberto Giannattasio con Giovanni Calò. In alto la delegazione casertana, da sinistra Generoso Iodice, Annalisa Russo e Carlo Iacone. Sotto da sinistra Gerardo Perillo e Gabriele Massa.

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