L’ITALIA e il BIOLOGICO. Un rapporto sempre più stretto

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“Il mercato del biologico nel I° quadrimestre di quest’anno è cresciuto, sulla base delle rilevazioni ISMEA, dell’11,5% rispetto allo stesso periodo del 2009 (+9,2% per l’ortofrutta fresca e sfusa), percentuali che non si riscontrano in altre filiere dell’agroalimentare, confermando la fiducia con cui il consumatore guarda a questo settore, che garantisce una offerta di prodotti di qualità nel rispetto dell’ambiente. Ed il mondo produttivo – spiega il Ministro Romano – risponde in maniera adeguata: crescono infatti del 22%, rispetto all’anno precedente, i produttori agricoli che effettuano anche attività di trasformazione, migliorando notevolmente la strutturazione della filiera del biologico nazionale e garantendo maggior valore aggiunto ai produttori agricoli”.

 

Dalla prima analisi dei dati forniti al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dagli Organismi di Controllo (OdC) operanti in Italia al 31 dicembre 2010, sulla base delle elaborazioni del SINAB – Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica, risulta che gli operatori del settore sono 47.663 di cui: 38.679 produttori esclusivi; 5.592 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 3.128 che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione; 44 importatori esclusivi; 220 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione.

 

Rispetto ai dati riferiti al 2009 si rileva una riduzione complessiva del numero di operatori dell’1,7%.

 

La distribuzione degli operatori sul territorio nazionale vede, come per gli anni passati, la Sicilia seguita dalla Calabria tra le regioni con maggiore presenza di aziende agricole biologiche; mentre per il numero di aziende di trasformazione impegnate nel settore la leadership spetta all’Emilia Romagna seguita da Veneto e Lombardia.

 

La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta pari a 1.113.742 ettari, con un incremento rispetto all’anno precedente circa dello 0,6%. I principali orientamenti produttivi sono i cereali, il foraggio e i pascoli. Segue, in ordine di importanza, la superficie investita ad olivicoltura.

 

Per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali specie allevate, i dati evidenziano un consistente aumento del numero di capi per quasi tutti gli allevamenti rispetto allo scorso anno.

 

Anche il confronto dei dati del SINAB con quanto rilevato dal Censimento Generale dell’agricoltura dell’ISTAT fornisce un generale clima di fiducia per un settore in continua evoluzione: nel 2000, data dell’ultimo Censimento, l’agricoltura biologica rappresentava il 7,9% della SAU (Superfice Agricola Utilizzata) totale, arrivando invece nel 2010 a rappresentare l’ 8,6%; numeri analoghi anche per le aziende biologiche che dal 2,1% sul totale delle aziende del 2000, passano al 2,6% del 2010. Numeri che, in un generale contesto di crisi, offrono uno spaccato molto positivo.

 

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