ISMEA: Prezzi agricoli all’origine in recupero anche a settembre

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ROMA. L’indice Ismea dei prezzi all’origine rileva variazioni positive su base mensile e annua per quasi tutte le coltivazioni,  cereali in testa;  buona la congiuntura anche per il comparto zootecnico ad eccezione dell’ovi-caprino.

 

Nel mese di settembre 2010 l’indice Ismea dei prezzi alla produzione (calcolato in base 2000=100), si è attestato a 112,5 in aumento sia sul mese precedente  (+3,3%) sia sull’analogo periodo dello scorso anno (+11,5%). La positiva dinamica tendenziale è da ricondurre, tuttavia, al valore particolarmente basso registrato dall’indice nel mese di settembre 2009, come già rilevato tra giugno e agosto di quest’anno, a confronto con l’analogo periodo dell’anno precedente.

 

Relativamente alle coltivazioni Ismea rileva un incremento dell’indice su base mensile del 3,7%,  con punte del 6,7% per la frutta fresca e secca e del 6% per i cereali. Il settore cerealicolo, in particolare, evidenzia un’ulteriore rivalutazione dei listini del frumento tenero (+10%), frumento duro (+9,3%), orzo (+8,8%), granturco (+3,9%).

 

Le altre categorie segnano rialzi mensili più contenuti: ortaggi e legumi (+1,9%), vini (+1,6%), olio di oliva (+1,1%.) Stabile, sempre nel raffronto con il mese precedente, l’indice per i semi e sementi industriali e per i tabacchi.

 

Il confronto con settembre 2009, mese particolarmente depresso per i mercati all’origine, evidenzia un incremento dell’indice delle coltivazioni del 17,6%. Vistosi rialzi si registrano per i cereali che mettono a segno un +35,2% sull’anno scorso, grazie ai rincari del granturco (+62,5%), e dell’orzo (+63,8%), del frumento tenero (+59,8%) e del frumento duro (+6,8%).  Sempre su base annua, guadagnano anche la frutta fresca e secca (+19,6%), gli ortaggi e legumi (+14,1%), i tabacchi (+5,7%), e in misura più lieve il vino (+3%) e i semi e sementi industriali (+1,5%). In controtendenza l’olio che mostra una flessione del 16,2%, che fa seguito al calo rilevato anche lo scorso mese.

 

Passando al comparto zootecnico l’indice risulta in crescita del 2,4% rispetto ad agosto e del 5,5% su settembre 2009. Il raffronto su base mensile evidenzia variazioni positive per quasi tutti i comparti ad eccezione dell’ovi-caprino che cede il 3,5%.  Più in dettaglio si rilevano rialzi per il lattiero caseario (+1%), bovini e bufalini (+2,2%), suini (+1,4%), uova (+5,9%), volatili domestici (+2,4%) e conigli (+23,9%). 

 

La dinamica tendenziale indica anche questo mese un aumento sostenuto per i lattiero caseari (+16,1%), grazie alle buone performance dei formaggi duri, semiduri, molli e fusi. Tra la tipologia a pasta dura spicca ancora una volta la crescita delle quotazioni del Parmigiano Reggiano (+31,6% su settembre 2009) e del Grana Padano (+20,7%), mentre per il Pecorino Romano prosegue la tendenza flessiva dei prezzi (-8,2%). Relativamente agli altri settori, ad eccezione dei volatili domestici (+2,6%), segnano ribassi le uova (-7%), i suini (-2,8%), gli ovi-caprini (-2,7%), i bovini e bufalini (-0,9%) e i conigli (-3,9%).

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