Insieme a vendemmiare la Catalanesca. Da Cantine Olivella con AIS Comuni Vesuviani

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SANT’ANASTASIA (NA). Vendemmiare è un’arte, in fondo, conviviale. È un incontro con il territorio e con le persone. Ecco perché Cantine Olivella e Associazione Italiana Sommeliers Comuni Vesuviani promuove l’evento VENDEMMIAMO LA CATALANESCA, l’Uva di Re Alfonso D’Aragona. Si tratta della IV Edizione, in programma sabato 15 Ottobre, dalle 8,00 alle 18,00 presso l’Azienda Agricola Cantine Olivella a Sant’Anastasia.

Una giornata, quest’anno con un sapore particolare.  Infatti, dopo sei anni dall’inserimento della Catalanesca nella classificazione delle varietà di vite per uve da vino coltivabili nella Regione Campania, si è giunti finalmente al riconoscimento ad IGT con la specificazione “del Monte Somma”.

Un traguardo di rilievo per l’uva importata nel XIV secolo da Alfonso I° D’Aragona, Re di Catalogna, la cui vite fu  impiantata sul Monte Somma e attecchì facilmente sui terreni dei paesi dell’attuale fascia vesuviana.

È richiesta la prenotazione RSVP.

**Ticket di partecipazione 12.00 euro

***Prenotazioni e informazioni:

Azienda Agricola Cantine Olivella

Tel e Fax : +39 081 5311388

mobile +39 3493647929

info@cantineolivella.com

PROGRAMMA

Ore 8.00: La raccolta dell’uva catalanesca. Dalla sede dell’azienda, si raggiungerà, con una passeggiata di circa venti minuti tra sentieri immersi nella campagna del Monte Somma, la vigna ad un’ altezza di circa 600 m sul livello del mare.

A tutti coloro che vorranno partecipare verrà fornito il Kit da vendemmia: forbici, guanti, maglietta “griffata” e paniere.

Ore 12.00: dopo aver raccolto l’uva, gli ospiti potranno assaporare “a’ marenna do’ Monte Somma” (pane con polpette, melanzane a funghetti e pomodorino del “piennolo”) con le delizie di pasta delle Gemme del Vesuvio degustando Lacryma Christi del Vesuvio e Catalanesca del Monte Somma.

Ore 14.00: raggiunta la sede dell’Azienda, seguirà ad un breve saluto del Sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito, un intervento del Dirigente dello STAPACEPICA di Napoli – Assessorato Agricoltura – Francesco Del Vecchio, con il benvenuto alla “IGT Catalanesca del Monte Somma”. Modera Ferdinando Polverino De Laureto, wine communicator.

Ore 15.00: si potrà assistere alle fasi iniziali della produzione del vino catalanesca per poi procedere alla diraspatura e alla pressatura dell’uva all’interno della cantina vinicola.

Ore 16.00: degustazione di vino Catalanesca a cura di Pasquale Brillante, delegato dell’ Associazione Italiana Sommelier (AIS) dei Comuni Vesuviani, e buffet con crostini alle verdure vesuviane della Baita del Contadino di Somma Vesuviana.

Ore 17.00: canti, balli, tammorriate, con NapoliExtraComunitaria.

Ore 18.00: degustazione di grappa della Distilleria Amato.

EVENTI NELL’EVENTO

Paolo May, eclettico artista ischitano, con :”Leggerò una scultura”. May ama definirsi così:“Sono, non per scelta, napoletano e nel ’68 avevo 18 anni, poi ho viaggiato parecchio ma sono cresciuto poco.La mia testa è fra le nuvole, ma i piedi e le mani nella terra. Con gioia la coltivo per ricavarne zucchine e pomodori, opere vive e sane; altra la plasmo e poi la inforno, ne vengono fuori quadri e sculture. Sono stato invitato da cari amici a partecipare con una parte delle mie creazioni (ma non porterò il meglio, cioè i pomodori e le zucchine) alla festa della vendemmia e ne sono onorato; non so se riuscirò a tempo a mostrare una scrittura, certo “leggerò una scultura” e se la cosa, come credo, non vi è chiara, non vi resta che venire a trovarci. Amo l’Africa e con me porterò anche pezzi ispirati al Burundi, Paese dove ormai sono di casa … belle persone, ottimo cibo, voglia di vivere… potrebbe mai non essere una grande festa?”

NapoliExtraComunitaria. Il gruppo nasce alla fine del 1995, affonda le proprie radici nella cultura contadina e popolare dell’hinterland vesuviano, l’humus dal quale trae origini il proprio sistema di valori. Il canto, gli strumenti, i detti, i proverbi, i racconti, la gestualità vengono riproposti nel rispetto della tradizione ed in maniera letterale. Il lavoro del gruppo si orienta all’individuazione delle strutture ritmiche, melodiche ed armoniche che permettono l’estemporaneità espressiva, cosa essenziale per un folklore non contaminato dalle mode e dalle mistificazioni; estemporaneità ovviamente basata su profonda conoscenza stilistica, fonica.

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