In viaggio con Roberto. Nelle Fiandre alla scoperta di Bruxelles

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Torneremo a viaggiare e a riempire i nostri occhi delle meraviglie del mondo, per cui possiamo iniziare a pensare a qualche piccola vacanza nell’attesa di poterla realizzare.
Per esempio un week-end lungo, o anche una settimana, nelle Fiandre, la regione più settentrionale del Belgio confinante con i Paesi Bassi.
Per quanto il concetto di “Fiandre” sia storicamente e geograficamente più esteso, oggi con questo termine si intende la regione belga in cui si parla prevalentemente il fiammingo, un’area abbastanza vasta che oltre a inglobare la capitale, Bruxelles, annovera diverse città d’arte tra cui Bruges, Gent, Anversa, Lovanio e Mechlen.
Il consiglio è di prendere un albergo a Bruxelles, possibilmente nei pressi della stazione ferroviaria.
Da qui si può raggiungere con una breve passeggiata il centro nevralgico e monumentale della capitale, ma anche tutte le altre città d’arte, ben collegate dalle efficiente rete ferroviaria belga, senza mai dover utilizzare altri mezzi che non siano i piedi o il treno.
Partiamo quindi da una breve esplorazione di quella che, per la presenza del Parlamento Europeo, viene spesso chiamata la Capitale d’Europa.


Il punto nevralgico di Bruxelles è senza dubbio la Grand Place, uno straordinario e arioso spazio cittadino che ospita il fastoso Palazzo di Città, l’Hotel de la Ville, del 1400, per molti il più bel municipio del mondo, l’imponente Casa del Pane (dove si trova il museo della storia cittadina) e numerosi splendidi palazzi, un tempo sedi delle potenti corporazioni dei macellai, dei birrai e dei sarti, a testimonianza della ricchezza e gloria della città. La maggior parte degli edifici, che creano un’estetica attraente e armoniosa della piazza, risalgono alla fine del Seicento.


Se poi si ha la fortuna di capitare nel week-end del 15 di agosto, festa dell’Assunzione di Maria, in tutti gli anni pari la Grand Place viene ricoperta da uno spettacolare tappeto floreale, che viene steso da oltre cento volontari con l’utilizzo di 600.000 begonie colorate, formando splendidi disegni.
Dalla Grand Place possiamo iniziare l’esplorazione del centro, inoltrandoci nell’ Ilot Sacrè, l’Isola Sacra, una sorta di quadrilatero caratterizzato da un’intrico di viuzze sempre molto affollate di turisti, con tante botteghe e caffè, quartiere in cui si trovano anche le Saint-Hubert Galleries, una struttura coperta lunga 200 metri costruita a metà Ottocento.

Nei primi decenni dopo la costruzione la galleria divenne un centro letterario: al “Café de la Renaissance” (oggi “Taverne du Passage”) si incontravano artisti e letterati francesi, come Baudelaire, Alexandre Dumas, Victor Hugo e Apollinaire.
Un’esplorazione più estesa del centro ci porterà davanti a splendidi edifici in art nouveau e art deco, oltre a pittoreschi pub e cioccolaterie che sembrano dominare sulle altre botteghe.


Eh già, perché qui siamo nella patria delle praline, dove l’arte cioccolatiera è una tradizione fortemente radicata e le cioccolaterie si presentano in maniera estremamente elegante ed invogliante.

Per rendersene conto basta dare un’occhiata alla “bottega” di Pierre Marcolini, già campione del mondo di quest’arte pasticciera.

Ma altri templi prestigiosi della cioccolata belga sono anche Neuhaus, Corné Port-Royal, Godiva e Wittamer, tanto per citarne qualcuno, dove ogni tentazione diventa irresistibile!


Se invece siete amanti della birra, siete ancora una volta nel posto giusto. La produzione belga è di antichissima tradizione, tanto che le prime corporazioni dei birrai risalgono al XIV secolo.

Tra pilsner, birre bianche, birre d’abbazia, tripel e birre trappiste la scelta è vastissima e la produzione sfiora le 1200 etichette. In più quasi ogni pub e caffè produce la propria, per cui l’imbarazzo della scelta è davvero…imbarazzante!
Tra i locali più noti della città c’è il Delirium Tremens, che offre una scelta di ben duemila etichette da gustare, ma per i veri appassionati sono imperdibili anche la Cantillon Brewery, Poechenellekelder e la Brasserie de la Senne.

Se poi preferite qualcosa di molto insolito, a Le Cercueil, in un’atmosfera decisamente “dark”, le birre vengono servite in finti teschi umani su tavoli allestiti su bare, all’interno di separé che ricordano camere mortuarie.


All’ora di cena non fatevi sfuggire le famose “mules frites” cozze accompagnate da patatine fritte, qui una vera istituzione. Un indirizzo per tutti: Chez Leon, in Rue des Bouchers, proprio a due passi dalla Grand Place.


A Bruxelles non si può sfuggire alle tentazioni nemmeno a colazione, dov’è d’obbligo dedicarsi ai waffles, le tipiche cialde servite calde con una spolverata di zucchero a velo accompagnate da un caffè lungo.

Ma waffles e crepes le troverete appena fatte a ogni ora del giorno in tutte le viuzze, pronte per soddisfare ogni minimo accenno di appetito.


Continuando il nostro percorso prima o poi ci si imbatte nel famoso Manneken Pis, una piccola statua ritraente un bambino che fa la pipì che, secondo una leggenda, in questo modo spense la miccia di una bomba che stava minacciando la città.

Questa piccola statua viene periodicamente vestita con abiti diversi, tutti raccolti all’interno del museo dedicato ai vestiti del Manneken Pis presente nella Grand Place.


Il Manneken Pis, che si trova all’incrocio tra Rue de l’Étuve/Stoofstraat e Rue du Chêne/Eikstraat , è uno dei monumenti più fotografati di Bruxelles e lo si ritrova raffigurato spesso nelle vetrine di molti negozi.
Nel poco lontano ed elegante quartiere di Sablon troveremo invece la Cattedrale di Notre Dame du Sablon, un vero capolavoro dell’arte gotica del XV secolo da includere sicuramente nella visita.


Non meno interessante è la concattedrale dei Santi Michele e Gudula, il principale luogo di culto cattolico di Bruxelles, altro esempio maestoso dello stile gotico-brabantino. Le sue grandiose vetrate decorate e gli splendidi dettagli architettonici non lasciano indifferente nessun visitatore.


Per i giorni meno soleggiati o piovosi la capitale belga offre una scelta di ben centocinquanta musei che di sicuro non si possono visitare tutti, ma alcuni vanno presi senz’altro in considerazione.
Per gli amanti dell’arte non si può perdere il Museo Reale delle Belle Arti, che in realtà comprende ben quattro musei: il Museo di Arte Antica, il Museo di Arte Moderna, il Museo Fin-de-siècle e il Museo Magritte.

Ma esistono anche molti musei tematici come il museo della cioccolata, il museo della birra, il museo degli strumenti musicali o il museo dei fumetti, che sono una delle tante istituzioni della città, tanto che esiste anche un “percorso urbano dei fumetti” che passa per una serie di palazzi decorati con murales dedicati ai protagonisti più popolari, da Tintin a Bob e Babette, da Lucky Luke ad Asterix.


Non si può concludere una visita di Bruxelles se non si è visto l’Atomium, che si trova alla periferia della città, nel Parco Heysel. Si tratta di un gigantesco modello in acciaio di una molecola di ferro ingrandita 165 miliardi di volte che tocca i 102 metri di altezza.

Venne costruito nel 1958 in occasione dell’Esposizione Universale e si compone di nove sfere metalliche collegate tra loro da una struttura tubolare. All’interno le sfere ospitano mostre temporanee e permanenti e attraverso le loro piccole finestre ed oblò è possibile guardare le altre sfere e il panorama sottostante.

Completamente restaurato nel 2006, è sicuramente una delle principali attrazioni turistiche della città con quasi mezzo milione di visitatori all’anno.


Se siete paghi della vostra escursione della capitale, è ora di fare conoscenza con le altre stupende città delle Fiandre. Ma di queste, e in particolare di Bruges, Gent e Anversa, parleremo la prossima volta…

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