Il Sentiero delle Fate e di Campo Figliuolo

Quando arriva il caldo rovente è il momento di cercare refrigerio.
Al mare? Sì, anche. Ma se non dovesse piacere la frescura del mare basta cercare posti che siano un po’ più freschi delle spiagge, come la montagna.
Posto che siate amanti del trekking e delle camminate, s’intende.
Magari farà un po’ di caldo anche in quota, ma di certo non come nelle valli, in città o lungo le coste.
Se la vostra indole è effettivamente quella dei camminatori, dirigetevi verso il Parco Nazionale del Matese, precisamente a Gallo Matese, pittoresco paese che si affaccia sull’omonimo Lago Gallo e seguite la strada che costeggia la sua sponda settentrionale.
Da qui ci si può inoltrare lungo un sentiero che, partendo da una quota di 830 slm vi condurrà su uno splendido pianoro a oltre 1100 m.
Consultate la mappa presente in questo articolo per trovare l’inizio del sentiero, dove è anche semplice lasciare l’auto, e incominciate quello che ormai è conosciuto come percorso del “Sentiero delle Fate e Campo Figliuolo”.


La definizione “Sentiero delle Fate” è ovviamente recente, un nome di fantasia che però rende bene alcuni dei tratti paesaggistici che si attraversano lungo il percorso.
Basta infatti una manciata di minuti dall’attacco del tracciato e ci si ritrova nella frescura di un fitto bosco. Qui il sentiero è a tratti delimitato da antichi muretti a secco suggestivamente ricoperti di panni di muschio e felci, come del resto i grandi massi che si trovano sparsi qua e là, conferendo a questo tratto un’atmosfera che ha davvero il sapore di fiabesco.

Il gradevole cammino all’ombra delle generose fronde degli alberi copre circa un quarto dell’intero percorso di circa 3,5 km, ed è immediatamente seguito dall’unico tratto che richiede un po’ di sforzo fisico, con pendenze variabili tra i 20 e i 25 gradi, venendo tuttavia ricambiati da splendide vedute sulla vallata occupata dal Lago Gallo.
Quando si arriva sulla cresta, a 1181 metri di altezza, si apre il magnifico scenario di Campo Figliuolo: una lunga e verdissima vallata nella cui parte iniziale si trova una pozza d’acqua che all’inizio della primavera diventa un vero e proprio laghetto.

Il “Laghetto di Campo Figliuolo” viene alimentato da un piccolo torrente che percorre la vallata con un suggestivo andamento zigzagante, offrendo in numerosi punti splendide occasioni per gli amanti della fotografia.
Il sentiero percorre tutta la valle, attraversando l’alta erba dei pascoli e fioriture sterminate. Dopo averla percorsa del tutto ci si può di nuovo inoltrare per un breve tratto nel bosco, fino alla Fontana dei Palombi, un antico abbeveratoio in pietra.
A questo punto, dopo le soste di rito, si può ritornare a ritroso lungo la via percorsa oppure scegliere un tracciato che si sviluppa più a sud per fare un anello che include l’abitato di Letino. In quest’ultimo caso occorreranno 5-6 ore in tutto, mentre quello appena proposto richiede un paio d’ore, comprese tutte le soste per gli scatti fotografici e per consumare una merenda.
Avrete così passato una giornata immersa nei silenzi della natura, rigenerati nel fisico e nella mente.

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Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

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