Il catalogo guida AIS al “Il Vino del Tuffatore”. Tra archeologia e unicità territoriale la Campania del vino che cresce

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vino-del-tuffatoreLa regione Campania custodisce antichi e pregiati vitigni, che sono alla base di un’enologia di spiccata tipicità, sempre più apprezzata nel mondo.” È così che si apre il catalogo delle aziende vitivinicole e vinicole promosso dall’AIS, Associazione Italiana Sommelier e dalla Regione Campania, una pubblicazione ricca volta a sottolineare l’unicità del patrimonio ampelografico campano.
E la ricerca dell’unicità si evince anche dalla location scelta per la kermesse, la suggestiva Paestum.
Venerdì e sabato scorso è stato proprio il Museo Archeologico di Paestum il protagonista della seconda edizione de “Il vino del tuffatore”, manifestazione che ha l’intento di coniugare paesaggio, storia ed enogastronomia.
Connubio testimoniato anche dai tantissimi reperti archeologici che documentano l’importanza che da sempre il vino ha avuto nell’antichità e che riveste ancora tutt’oggi nella nostra cultura.

Lo stesso nome della kermesse si è ispirato alla nota “Tomba del tuffatore”, un manufatto di grande pregio dell’arte funeraria della Magna Grecia.

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Durante l’evento particolare rilievo ha avuto la presentazione della “Guida Catalogo Aziende Vitivinicole e Vinicole” che comprende le tante e diverse eccellenze della Campania, divisa in cinque zone, ognuna corrispondente alle cinque province.
Il sommelier diventa ambasciatore della nostra cultura – afferma il presidente dell’AIS Campania Nicoletta Gargiulo, che continua – “All’interno della guida troverete delle piccole realtà produttive di vitigni minori accanto a quelli più diffusi e conosciuti come l’Aglianico, il Greco, il Fiano e la Falanghina. È una gioia per noi constatare che quest’anno le vigne in Campania, non solo confermano la loro qualità, ma addirittura l’accrescono e questo è il frutto del lavoro di tutti. È proprio questa qualità indiscussa ed in continua crescita, in sinergia con il nostro lavoro di comunicazione, che garantisce la presenza dei nostri vini Campani in blasonate carte dei migliori ristoranti italiani e non solo”.

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La guida ha l’obiettivo di essere uno strumento informativo sulle tante varietà e caratteristiche dei vigneti campani espresse al suo interno dal simbolo dei cornetti con una scala valutativa da 1 a 3.
Raccoglie circa 140 aziende e illustra oltre 250 vini a marchio, afferenti alle 4 DOCG, alle 15 DOC o alle 10 IGP.
Parole di fiducia anche quelle pronunciate da Nicola Matarazzo, direttore generale presso il Sannio Consorzio Tutela Vini“In Campania siamo riusciti a creare un network forte tra i tre consorzi al momento riconosciuti, quello del Sannio, del Vesuvio e di Salerno. Solo in questo modo possiamo essere pronti ad affrontare i nuovi scenari che si stanno aprendo nella produzione vitivinicola. Dobbiamo essere resilienti, cioè riuscire a mantenere le nostre radici, portando avanti le anime dei nostri vini, solo così possiamo avere quella chiave di volta che non è altro che la nostra unicità”.

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Molti gli interventi di rielievo al convegno di presentazione, ma un fil rouge li ha uniti tutti: la Campania ha fatto molta strada nel mondo del vino ed ha bisogno di unione e professionalità. Purtroppo, nonostante il Testo Unico abbia rappresentato un passo avanti per il settore produttivo, è necessario sottolineare che è stata sottovalutata l’area fiscale.
Lo hanno fatto presente in molti, preoccupati della burocrazia e di una fiscalità che frena la crescita.
Ma non si può che guardare con positività al futuro, si sente la necessità di raccontare un territorio così ricco di specificità che – anche per questo – si distingue.
La guida è partita come una scommessa con la stampa di copie limitate ma il grande interesse che ha subito suscitato ci ha portati fino alla quarta edizione e stiamo già progettando la quinta. Tutte le aziende sono selezionate dai sommelier dell’AIS, facendo della professionalità il principale pilastro”, conclude Luciano D’Aponte.

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Oriana Giraulo

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