I blasoni piemontesi del Barolo s’inchinano all’Aglianico

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Consolidare antichi legami di “taglio” e di “contaminazione virtuosa” con i vini di una terra che si è fatta furba ed ha cominciato a valorizzare prodotti splendidi come le uve di Puglia, mettendo a frutto l’innata familiarizzazione con questi patrimoni naturali, e producendo “in purezza” laddove solo qualche decennio fa nessuno avrebbe scommesso.

Giacolino Gillardi, Direttore Generale ed enologo raffinato di una delle più rinomate realtà vitivinicole piemontesi: le Cantine Ceretto, apprezza e stimola il processo in atto. E spiega la crescente attenzione del Piemonte verso la galassia dei vini di Puglia. Lo fa nella splendida cornice di Trani, frontiera affascinante per un prodotto su cui sono puntati gli sguardi lungimiranti di enologi e produttori d’alto lignaggio: il passito.

Il Sud è in forte crescita e il Barolo guarda con rispetto e compiacimento l’avanzata decisa dell’Aglianico in generale, e di quello di Puglia in particolare, le cui doti complesse lo fanno annoverare con diritto e dignità tra i blasoni illustri e longevi dei grandi vini.

Quella in corso è soprattutto una crisi di identità”, sottolinea Giacolino Gillardi, “se ne esce solo lavorando bene e seriamente, per dare un’espressione tipica e autentica del proprio territorio. Il passaggio dai cosiddetti vini facili, come il Nero d’Avola, il Primitivo di Manduria o lo stesso Negramaro, vini, carnosi, polposi e più dolci, a un prodotto come l’Aglianico è testimonianza di notevole crescita e affermata maturità. In grado di accompagnare complessità organolettiche e processi di vinificazione più attenti ed articolati, per favorire una migliore evoluzione in bottiglia”.

La crescita del Sud porta a un confronto più qualificato e più qualitativo con la grande tradizione del Nord e con quella piemontese in maniera mirata. Un processo che ha portato quest’ultimi a concentrarsi sul recupero e il rilancio dei bianchi, che faccia perno sullo zoccolo duro degli spumanti e sulle potenzialità ancora inespresse di un prodotto in continuo fermento, per esaltare le peculiarità di uve e vitigni finora trascurati. Una frontiera dal profilo commerciale decisamente interessante.

Antonio V. Gelormini

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