CONSORZIO ETNA DOC: è allarme incendi. Colpa di tecniche anacronistiche di gestione dei suoli

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In data 5 agosto 2012 si sono verificati gravissimi incendi nell’area del Vulcano Etna che hanno devastato centinaia di ettari tanto incolti, quanto coltivati a vigneto.

Tale situazione, che purtroppo ormai si verifica annualmente durante la stagione estiva nel territorio etneo, è causata dall’ormai consolidata pratica del “brulage”.

L’operazione ha per obbiettivo quello di ripulire i pascoli invasi dai cespugli assicurandone il mantenimento attraverso l’eliminazione delle specie legnose non consumate dal bestiame.

Tale usanza purtroppo spesso sfugge al controllo degli autori, cagionando disastri come avvenuto durante la scorsa notte nella contrada Guardiola.

Appare evidente come oggi tale pratica degli incendi, utile esclusivamente per i terreni incolti, sia del tutto anacronistica in una area come quella etnea, dove in questi anni il sacrificio economico di imprenditori coraggiosi e determinati ha reso il distretto di produzione dell’Etna doc uno dei “terroire” vitivinicoli italiani tra i più preziosi ed importanti, riconosciuto a livello mondiale

Dove fino a pochi anni fa esisteva abbandono, oggi vi è la produzione di gran parte dei vigneti etnei, che pertanto vanno tutelati, così come l’intero paesaggio che circonda il vulcano e che oggi rappresenta una delle mete preferite dagli enoturisti.

“Chiederemo un incontro con le autorità competenti ed all’uopo preposte – sostiene il presidente del Consorzio di Tutela dei vini Etna DOC Giuseppe Mannino – al fine di arginare insieme questo fenomeno ormai  insostenibile”.

“Da ultimo – conclude sempre il presidente – un ringraziamento va fatto a tutti gli uomini della Guardia Forestale dell’area, che in questi giorni hanno lottato con tutte i mezzi a disposizione per arginare tali devastazioni.”

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