Il nostro corpo ospita tanti batteri, che vivono sulla nostra pelle, nei polmoni e colonizzano molto l’intestino. Proprio nel nostro intestino abitano miliardi di microrganismi (batteri, procarioti, lieviti) che vengono alimentati e selezionati dal cibo che ingeriamo ogni giorno.

Questi batteri non sono cattivi, anzi vivono in simbiosi con noi, in pratica ci aiutiamo a vicenda!

Come tutto nel nostro corpo però, il microbiota ha un proprio equilibrio ed importantissimo rispettarlo e prendercene cura giorno dopo giorno.

L’insieme dei microrganismi che risiedono nel tratto intestinale viene chiamata comunemente ‘flora batterica’ e ha una composizione unica in ogni individuo.

Ma andiamo per gradi…

Quali sono le funzioni dei microrganismi e di cosa si nutrono

È affascinante quanto siano complessi i meccanismi attraverso cui la nutrizione modula la nostra salute e appunto uno di questi è proprio la relazione simbiotica con i microrganismi del tratto intestinale.

Cosa significa? I microrganismi si nutrono della fibre di alcuni cibi (verdure, cereali integrali, legumi, ecc.) che non riusciamo a digerire.

Le fibre non digerite così vengono degradate dai microrganismi e convertite in acidi grassi a catena corta, che servono a questi microrganismi per svilupparsi e restare quindi in buona salute.

Quando l’equilibrio e la loro crescita non sono alterati, questi esplicano diverse funzioni essenziali per il nostro sostentamento.

Primo quindi il parziale recupero di energia e la digestione delle fibre alimentari, poi la regolazione della mobilità intestinale e la produzione di vitamine (vitamina B9, vitamina K, vitamine del gruppo B) che altrimenti non potremmo sintetizzare.

E infine, ma non per importanza, i microrganismi fungono da barriera contro la proliferazione di patogeni e ci aiutano nella regolazione e nella modulazione del sistema immunitario, fin dai primi giorni di vita.

Mentre ci sono cibi che aiutano la flora batterica, ce ne sono altri (come zucchero, alcune proteine in eccesso e farine troppo raffinate) che insieme ad altre condizioni, causano infiammazione e danneggiano questa importante popolazione.

Si parla infatti di disbiosi intestinale quando c’è uno scompenso di questa popolazione di microrganismi, che viene alterato per diversi motivi e può essere uno dei fattori causali di molte malattie.

Tra le cause più comuni di disbiosi c’è prima di tutto un’ alimentazione errata, ma contribuiscono anche lo stress, la scarsa attività fisica e soprattutto la somministrazione di antibiotici.

Quando c’è uno scompiglio a livello della flora intestinale, questo si riflette anche sul nostro benessere e sul nostro cervello, quindi è bene prendersene cura e mantenere in salute questi piccoli alleati.

Come fare ? Un valido aiuto viene da prebiotici e probiotici. Vediamo meglio in dettaglio cosa sono…

Probiotici e prebiotici, a cosa servono

Da sempre l’uomo sfrutta i processi fermentativi per creare gli alimenti attraverso le biotecnologie, esempi più famosi sono la birra, i formaggi, lo yogurt ma anche il pane con il lievito madre, il kefir, i crauti e le olive in salamoia.

Questi alimenti sono ricchi di microrganismi vivi al loro interno e prendono il nome ‘probiotici’, perchè aiutano a ripopolare la flora intestinale.

Alcuni però subito dopo i processi fermentativi che portano alla realizzazione dell’alimento, vengono sottoposti a una pastorizzazione per allungare il tempo di conservazione. Questo succede soprattutto per la birra e i crauti.

Ma niente paura…si trovano in commercio quelli che hanno ancora proprietà probiotiche, basterà leggere la dicitura ‘Non pastorizzata/i’ sull’etichetta.

Per il resto gli yogurt, i formaggi e soprattutto il kefir sono ricchi di batteri che riescono a raggiungere l’intestino e ripopolare la flora intestinale.

Per quanto riguarda i prebiotici, non sono altro che il substrato di nutrimento dei batteri, le famose fibre di cui parlavamo prima, che stimolano la crescita dei batteri benefici presenti nel nostro intestino.

La base di una alimentazione sana e bilanciata, a base di cereali non raffinati verdure, legumi e frutta (compressa quella oleosa) già assicura un buona dose di alimenti che contengono naturalmente fibra.

E i fermenti lattici?

Spesso si fa molta confusione tra le diciture ‘fermenti lattici’ e ‘probiotici’, ma in realtà ci sono differenze notevoli tra i due, legati sia alla specie di batteri sia alla loro attività.

I probiotici sono stati definiti dall’OMS nel 2001 come ‘organismi vivi che conferiscono uno stato di benessere all’organismo ospite se somministrati in concentrazione adeguata’.

I fermenti lattici o batteri lattici sono batteri in grado di produrre acido lattico partendo dalla fermentazione del lattosio.

Quando si introduce nel corpo un fermento lattico, stiamo dando un alimento che contiene microrganismi in grado di “digerire” il lattosio e produrre acido lattico ma non contribuiscono a ripopolare l’intestino.

Questo principalmente perché i fermenti lattici, una volta ingeriti in genere non sopravvivono al passaggio nello stomaco, anche se lì aiutano a digerire alcuni alimenti.

I probiotici, a differenza dei batteri lattici, sopravvivono alle barriere naturali dell’organismo e rimangono vivi all’interno dell’organismo dove si replicano ed esplicano attività metaboliche, fornendo quindi i benefici di cui abbiamo parlato.

Nutrizione e microbiota intestinale

È affascinante quanto siano complessi i meccanismi attraverso cui la nutrizione modula la nostra salute e il microbiota si sta facendo sempre più strada tra questi.

Con tutte le sue funzioni e i benefici, il microbiota è una parte metabolicamente attiva del nostro corpo, quasi quanto un organo.

La cosa sorprendente è che non è mai uguale e i cambiamenti indotti dai diversi tipo di alimenti sono molto rapidi.

Bastano pochissimi giorni per cambiarne drasticamente la composizione dei batteri nell’intestino, sta a noi scegliere se in meglio o in peggio!

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