Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome: il Governo aiuti l’agricoltura!

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ROMA. Sgravi contributivi e moratoria sulle procedure esecutive in corso: le Regioni non demordono e anzi incalzano nuovamente il Governo nazionale con un ordine del giorno approvato all’unanimità qualche giorno fa in Conferenza dei Presidenti delle Regioni. Né da notizia l’Assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno che, in qualità di coordinatore di tutti gli assessori d’Italia, ha presentato a Roma il documento, approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

La crisi non dà segnali di arretramento e sta investendo tutti i comparti produttivi dalla zootecnia all’orticoltura, e le aziende continuano a dover fare conti con il più alto sistema contributivo d’Europa. Il livello dei redditi è ai minimi storici e le situazioni debitorie sono talmente gravi da tradursi in molti casi nella chiusura, per messa in liquidazione, spesso per iniziativa di Equitalia, di moltissime aziende agricole. Forte il timore da parte delle istituzioni territoriali di una possibile degenerazione degli effetti della crisi sulla tenuta sociale, perché è altissimo il rischio che sia compromesso in modo irreversibile il lavoro e gli investimenti di intere generazioni di agricoltori, con impatti devastanti sulle famiglie. 

“Da qui la necessità – spiega l’assessore Stefàno – di reintrodurre subito quantomeno le agevolazioni contributive nelle zone svantaggiate e montane. Un intervento che non ha natura assistenziale ma una valenza strutturale, per le imprese che operano in contesti le cui condizioni pedo-morfologiche dei terreni comportano inevitabilmente costi più alti per lo svolgimento dell’attività produttiva”. Un intervento – si legge nell’ordine del giorno – che va peraltro previsto per un periodo di tempo pluriennale per consentire alle aziende una ragionevole programmazione dei piani di investimento.

Al governo nazionale le Regioni chiedono anche la moratoria delle esecuzioni e delle procedure di pignoramento poste in essere da Equitalia, con l’obiettivo di procedere ad una ricognizione complessiva del sistema e guardi alla strada di una soluzione finanziaria ai debiti in essere, in un’ottica di ripianamento delle passività onerose. Insieme alla rivisitazione delle modalità e dei termini previsti dallo stesso sistema contributivo agricolo, per consentire l’adeguamento agli standard europei dei contribuiti e, dunque, restituire competitività alle aziende e dare una definitiva soluzione ai contenziosi INPS.

“In Puglia, come in tutti i territori – conclude Stefàno – continuiamo a registrare situazioni che rischiano di degenerare e per le quali noi Regioni non abbiamo la possibilità di agire. È il Governo nazionale che deve intervenire, senza perdere ulteriore tempo, per non compromettere ulteriormente una situazione già difficile e delicata e per assicurare la sopravvivenza del tessuto produttivo agricolo, anche agendo sugli oneri di natura previdenziale, troppo elevati, che gravano su datori di lavoro e gli stessi lavoratori”.

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