Nello splendido Parco Nazionale del Cilento, sorge un piccolo borgo arroccato: Fornelli Cilento, frazione di Montecorice, un antico paesino di piccole case intatte che si affacciano sul mare. Il territorio è ricco di un prezioso e invidiato patrimonio naturale: le Ripe Rosse, circa 100 ettari coperti da pini d’Aleppo, dove risiede un vero polmone verde e dove è possibile ammirare una natura ancora intatta ed incontaminata. La piccola frazione di Fornelli è ricoperta da piccoli uliveti e ficheti ultra centenari che si confondono alla macchia mediterranea. Un simbolo per tutta l’area e per chi lavora i fichi…

FORNELLI CILENTO

Il Cilento è conosciuto soprattutto per la fichicoltura, che rappresenta una risorsa economica e occupazionale. Copre, attualmente il 30% della produzione nazionale, con una produzione di fichi che vanta 18 tonnellate di prodotto fresco, su oltre cinquemila ettari, con duemila tonnellate di fichi essiccati ogni anno. Il 70% del prodotto è lavorato in stabilimenti semi-industriali ed il 30% da imprese artigiane. Nel corso degli anni, nel Cilento, si è andato selezionando un prodotto di vanto, derivato dalla cultivar madre: “Dottato”, presente in tutto il Mezzogiorno, che si è diffuso in tutta l’area di produzione, denominata: il “Bianco del Cilento”. Da questo ecotipo si ottiene un prodotto che viene sottoposto ad essiccatura e presenta caratteristiche uniche e di pregio, apprezzate anche all’estero.

Il fico bianco del Cilento, ha una buccia di colore giallo chiaro uniforme, marroncino chiaro per i frutti che hanno subito un processo di cottura, al suo interno ha una polpa pastosa, di colore giallo ambrato. Queste caratteristiche, qualificano il prodotto come il “Bianco del Cilento” DOP sui mercati. Viene confezionato al naturale ed in diverse forme, da quelle cilindriche, a quelle sferiche. C’è anche un accenno al commercio del passato, infatti, vengono commercializzati come un tempo, posti alla rinfusa in cesti fatti di materie di origine vegetale che possono arrivare anche a venti chili di peso.

Una preparazione tradizionale molto utilizzata oggi è quella dei fichi “steccati”, infilati su due stecche di legno, come a formare delle spatole. Spesso viene abbinato a diverse farciture, come mandorle, noci, semi di finocchio. Un prodotto unico grazie anche all’ambiente di coltivazione e di lavorazione dei frutti.

L’azione del mare e la barriera posta dalla catena degli Appennini, le fredde correnti invernali provenienti da nord-est, con una buona fertilità del suolo rappresentano condizioni ideali per la produzione di fichi nel Cilento. Importanti sono anche le fasi di essiccazione e lavorazione del prodotto, che avviene in strutture agricole e in edifici rurali, con un antico ed armonico processo di interazione del prodotto con l’uomo e l’ambiente.

FICHI CILENTO

La sua produzione comprende ben sessantotto comuni, tra il sud di Salerno, le colline litoranee di Agropoli fino al Bussento, molti dei quali posti nell’area del Parco Nazione del Cilento e del Vallo di Diano. Il “Fico Bianco del Cilento” DOP risale intorno al sesto secolo Avanti Cristo.

Viene attribuito ai coloni greci che nell’area del Cilento avevano fondato diverse città. Catone e Varrone, raccontavano che i fichi essiccati erano utilizzati nel Cilento e in Lucania come base alimentare della manodopera impiegata nei lavori dei campi.

Anticamente era considerato il frutto della povertà, fonte preziosa di calorie, erano spesso presenti nelle tasche di pastori e contadini impegnati in lunghe giornate nei campi. I fichi, hanno costituito da sempre una notevole fonte di reddito ed una base alimentare per le popolazioni locali soprattutto in difficili momenti storici, grazie alla loro abbondanza e alla possibilità di poterli conservare per l’intero anno grazie al processo di essiccazione.

La fichicoltura nel Cilento rappresenta ancora oggi una risorsa economica ed occupazionale importante. Il solo Cilento partecipa a circa l’80% della produzione totale nella sola Campania. In questi anni i fichi bianchi del Cilento hanno conquistato pizzaioli e chef. C’è chi la usa come confettura, anche per condire le pizze, chi invece l’abbina alla mozzarella di bufala. Altro abbinamento insolito ma che esalta il sapore è il risotto ai fichi, Aglianico e pistacchi. Il fico bianco del Cilento è una prelibatezza campana che vale la pena assaggiare e gustare in modi diversi, sia fresco in questo periodo che essiccato nei mesi più freschi.

Maria Rosaria Mandiello

ph Roberto Pellecchia

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