VINOL’oste propone il vino, il cliente lo sceglie: questa la regola, ma nell’epoca moderna le cose vanno al contrario: i clienti arrivano già con la bottiglia del vino da casa, poi ordinano la cena.

La formula è quella americana del “Bring Your Own Bottle”, “il vino portatelo tu”. L’idea nacque negli Stati Uniti intorno al 1950, anni in cui si organizzavano feste dove le bevande non erano fornite dal padrone di casa e quindi ognuno si portava da bere. L’acronimo negli ultimi anni è stato accostato alla pratica di portarsi il proprio vino al ristorante.

Oltre oceano è ormai una pratica consolidata, seppur lentamente e fatte le dovute eccezioni, come per il Colorado che vieta alle persone di introdurre bottiglie private in un locale pubblico. E la crisi ha fatto sbarcare la formula anche in Italia.

Il risparmio per il cliente è evidente ma il guadagno per l’oste? A Pavia un ristorante fa pagare al cliente solo il servizio, se invece il vino deve essere decantato e servito in calici di cristallo il costo è di dieci euro. L’idea potrebbe non fermarsi solo al vino, infatti, alcuni ristoranti cucinano anche alcuni alimenti portati da casa, come la fiorentina che essendo più doppia ha bisogna di una cottura su piastra.

Se parliamo di bon ton, però, non è proprio elegante.

Ecco un piccolo manuale da seguire per non esagerare.
– Non fatelo solo per risparmiare. Se optate di portare una vostra bottiglia di vino solo per salvare il portafoglio è l’idea sbagliata. Non fatelo. E’ il caso quando la bottiglia è rara o importante.
– Studiate il campo. Scegliete ristoranti che sposano l’idea e scartate quelli che invece sono contrari alla formula.
– Portate qualcosa di speciale. Evitate di portare bottiglie commerciali. Senza dubbio l’attenzione ricadrebbe su di voi, ma attenzione a non portare in un piccolo ristorante bottiglie troppo costose potrebbe sembrare una mania di protagonismo!
– Cercate di essere discreti. Evitate palesi manifestazioni ed ingressi trionfali del tipo: “Dai stappiamo questa bella bottiglia”.
– Bevete prima un aperitivo o qualcosa del ristorante. Un’azione che ha due benefici: scalda la cavità orale e crea un clima decisamente favorevole con l’ambiente circostante.

Maria Rosaria Mandiello

Rispondi

Please enter your comment!
Please enter your name here