A sostegno del comparto pataticolo un accordo di 6 milioni di euro

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“L’accordo appena firmato rappresenta un ulteriore passo in avanti per la tutela e valorizzazione della produzione e commercializzazione delle patate italiane”.  Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta la firma dell’accordo interprofessionale sulle patate destinate alla trasformazione industriale, per la campagna 2010, che destina al comparto sei milioni di euro.

 

Erano presenti Unapa e Italpatate (Unioni nazionali di associazioni di produttori di patate), per la parte agricola; Aiipa – Associazione italiana industrie prodotti alimentari e Anicav – Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, per la parte industriale, con l’assistenza delle organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

 

Si tratta di un accordo importante che coinvolge 5000 imprese agricole e oltre 3000 occupati nelle industrie di trasformazione. L’accordo si pone l’obiettivo di avviare alla trasformazione industriale un rilevante quantitativo della produzione pataticola nazionale, almeno 170.000 tonnellate, e rappresenta un momento concreto di intesa tra gli operatori della filiera.

 

“Si tratta inoltre di uno strumento fondamentale – continua Galan – perché consente all’agricoltura italiana di sostenere la produzione, tenuto conto che il settore non usufruisce di una organizzazione comune di mercato a livello europeo, e di valorizzarla anche attraverso la tracciabilità”.

 

Le patate rappresentano la  produzione orticola più importante, dopo il pomodoro, sia per investimenti  che per quantità prodotte. Per la Coldiretti è quindi estremamente importante che si sia raggiunto l’accordo interprofessionale per il prodotto da avviare alla trasformazione industriale con la conferma dell’obiettivo di 170.000 tonnellate.

 

 In Italia – informa la Coldiretti – operano circa 105.640 aziende agricole, su una superficie coltivata che nel 2009 è stata di circa 69.000 ha; mediamente, la produzione italiana di patate è di circa 17 milioni di quintali, di cui 12 milioni di patate comuni e 4 milioni di quintali di patate novelle. 

 

Alla lavorazione industriale vengono destinati circa 2 milioni di quintali ogni anno. I maggiori investimenti – sostiene la Coldiretti sulla base dei dati Istat – si registrano in Campania (oltre 12 mila ha), che fa registrare anche la maggiore produzione di patate (3,5 milioni di quintali tra comuni e novelle); a breve distanza segue la Sicilia (oltre 11 mila ha e 2,2 milioni di quintali) e dall’Emilia Romagna (6 mila ha e 1,7 milioni di quintali di patate solo comuni) e via via tutte le altre 17 regioni italiane. Infatti, la coltivazione è presente al nord, centro e sud, che hanno condizioni pedoclimatiche diverse e che conferiscono una caratteristica positiva all’Italia, che è quella di avere un periodo di raccolta differenziato tra le diverse aree, nell’arco di 10 mesi, consentendo di avere una offerta di prodotto fresco quasi tutto l’anno (a differenza dei paesi del nord Europa nei quali la raccolta è concentrata in 40-50 giorni l’anno).

 

Il valore della produzione di patate ammonta a circa 600 milioni di euro, ma il settore si presta ad una più elevata valorizzazione economica soprattutto nella fase di utilizzazione per l’industria di trasformazione alimentare, anche se questo segmento di mercato in Italia non ha ancora un peso economico paragonabile a quello degli altri Paesi dell’UE. L’accordo raggiunto – conclude la Coldiretti – rappresenta quindi un buon viatico a sostegno del comparto anche alla luce della necessaria azione di valorizzazione qualitativa del prodotto made in Italy.

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