La famiglia Menici e il cofaccino: uno street food gourmet in giro per il mondo

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cofacciaE’ convinto Giacomo Menici, mentre ti enumera i mille modi per chiamare la schiacciata: crescenta, schiaccia, chizzuola, pizza, fogazza, torta, gastella, messinese, pinza.

D’altronde già nel ‘500 Isidoro di Siviglia, nelle sue Etymologiae, sostiene che il termine “focaccia” derivi dal latino focàcia, femminile di focàcius, con il significato di “cotta al focolare”…
Da un impasto di farina, acqua, lievito e sale, simile a quello del pane, cotto al forno o alla brace, Giacomo e i suoi fratelli ne hanno fatto un network alimentare, se così si vuole definire, in tema di cibo: una serie di locali, chiari e solari come loro, che si aprono al pubblico con lo stesso candore, entusiasmo e ospitalità che la proprietà insegna al suo personale.

Un “avventura della focaccia”, come la definisce Giacomo, nata quasi per caso, con il progetto e la convinzione di proporre qualcosa di nuovo ma di antico…il semplice panino, il “mordi e fuggi” della nostra quotidianità, fatta di ufficio, lavatrice, bambini da scarrozzare, parrucchiere e mille altri impegni ancora che ci fanno correre da una parte all’altra della città. Non hanno inventato niente? Hanno inventato il cofaccino!

Il cofaccino assume una veste gourmet, ripieno di mille sapori, raffinati, profumi delle stagioni, dai colori sfacciati dell’estate ai sapori caldi e materni dell’inverno, delizie calibrate all’interno, preziose, gourmet, fatte di prosciutto di struzzo, di pinoli, delicati formaggi francesi, noci di sorrento, gocce di gorgonzola, lime, vinaigrette, prosciutto di praga, melanzane per una proposta intelligente, già sezionata in spicchi, il cartone argentato per le dita.

Tutti chiamati tutti per nome, come creature di un gioco divertente, La Gentile, Mina, Maison, Lady D. Le Focette, Beverly, Fiore di Maggio…..tutti amati in quanto studiati, pensati, non banali, testati e, successivamente, approvati da tutti e 3 i fratelli, Giacomo, Isacco e Monica.
Come mi dice ridendo Giacomo: Sai, noi siamo di Prato, che da secoli fa il pane particolare, fatto con l’acqua speciale di Prato e dalla sapienza dei fornai che si tramandano il segreto, la nostra “coppia” del pane, è un pane unico al mondo, e infatti è come il segreto dei cantucci di Prato che lo vogliono imputare all’acqua… tanto come si fanno noi a Prato non li fa nessuno……lo conosci il detto…Pan di Prato, vino di Pomino, etc etc……

cofaccino 2
Fa quasi tenerezza Giacomo Menici, mentre ti dice di essere di Prato, con orgoglio rivendica le sue origini, parla della sua famiglia, che dal 1937, nel campo della ristorazione e accoglienza, si è affermata in una professione diversa da quella fisiologica dei pratesi, quella imparata sui telai, di quando Prato era grande e insegnava a tutto il mondo a lavorare gli stracci, il cardato, le balle, le rifinizioni, il finissaggio……Prato, “sobborgo industriale di Firenze”, come lo hanno sempre chiamato nella vicina città più snob, unica per i suoi cenci meravigliosi che diventano magiche tele prestate al fashion dei maggiori brand di tutto il mondo…già 50 anni fa le preziose stoffe di Coco Chanel, il suo pane, i cantucci e poi…..Filippo Lippi, Donatello, Caravaggio, Michelozzo…..
Ed ecco che, “ridendo e scherzando”, come si dice in Toscana, i fratelli Menici, Giacomo, Monica e Isacco aprono locali a Prato, Firenze, Versilia, New York, Shanghai….un tour ironico, divertente, appassionato e intelligente, importante anche per il numero dei posti di lavoro, e, sempre da Prato, il Logo, ormai inconfondibile, NOME ATELIER, studiato da un giovane visual maker pratese, Andrea Lascialfari, che, con il suo studio di packaging e Advertising , ha vinto il premio di grafica Small Print a New York.
E’ questa dei Menici una generazione colta, curiosa alle novità internazionali, con attenzione massima al garbo e alla professionalità, per una continua ricerca di un prodotto “di nicchia”, che, oltre alla ristorazione, offre servizio di catering, eventi, appetizers, sempre nell’ottica del culto della nostra ospitalità, made in Italy, famosa nel mondo.

Nome Atelier
Viale Raffaello Sanzio 6/A
377 2400472
viennascuderie@alice.it

Cristina Vannuzzi

vienna prato

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