Wohlmuth: una storia di vini austriaci

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FRESING (AUSTRIA). 50 mila ettari delineano la viticoltura austriaca, suddivisa tra l’Austria Inferiore (principalmente sulle colline intorno a Vienna), il Burgenland e la Stiria. Inutile sottolinearlo, a fare da padrone sono senz’altro i vini bianchi che trovano in questo clima un ottimo alleato.

La Stira, tra le zone più vitate, è quella più piccola, tocca – difatti – i 3.300 ettari, però è qui che si trovano i vigneti più alti d’Europa dove è possibile incontrare interessanti esperienze di ice-wine. Tra le belle colline vitate, le accoglienti aziende e le Gasthaus, quest’estate ho fatto visita all’azienda vitivinicola Wohlmuth 1803.

Una storia che comincia – appunto – nel 1803, quella della famiglia Wohlmuth, una realtà di 60 ettari situata nella Stiria del Sud. 280 mila bottiglie annue per una gamma di circa 35 vini, questi i numeri che la contraddistinguono e la portano in tutto il mondo.

“Esportiamo metà della produzione in 23 Paesi in tutto il mondo” racconta con orgoglio Gerhard Wohlmuth, tra i rappresentanti di famiglia dell’azienda austriaca. “Le nostre varietà” – continua a raccontare Gerhard – “sono considerate oggi internazionali, ma bisogna tener presente che si sono ambientate al nostro territorio da duecento anni e dunque regalano peculiarità interessanti”.

Rispetto per la tradizione, ma anche uno sguardo imprenditoriale moderno: sono questi i segreti di una bella azienda e che spicca per l’attenzione alle tecnologie che rendono la cantina di Fresing un grande esempio. E poi l’Austria, come in molti campi, regala realtà che sembrano lontane anni luce da quella italiana. L’accoglienza, l’organizzazione, la pulizia, le attenzioni, sono caratteristiche che a volte a noi mancano, nonostante non manchi né il territorio e né tanto meno la qualità del prodotto.

Il terreno ricco di formazioni rocciose, non fa altro che evidenziare una mineralità piacevole e giustamente intensa. In vigna viene utilizzata la lotta integrata, e in base alla varietà si ottengono dai 3200 ai 4500 litri.

I vini base vengono fermentati ed invecchiati in serbatoi di acciaio inossidabile, dunque conservano maggiore freschezza, aromi fruttati e floreali, con uno stile pulito e poco alcolico. Chiaramente questi nascono per essere bevuti presto e si adattano a molte occasioni. Per tutti gli altri vini, con l’eccezione del Muskateller (il Moscato Giallo) ed il Riesling, il 20/25% della base vino viene fermentata in piccole barriques. Dunque si ritrova, com’è naturale, l’influenza del legno utilizzato sia in fermentazione che in affinamento.

Nella degustazione a fine visita abbiamo degustato 4 bianchi del 2009: un Moscato giallo, un Sauvignon bianco, un “cru” di Sauvignon ed un Gewurztraminer. Vini bianchi eleganti, freschi, fruttati e godibili anche fuori pasto per la loro generale spiccata aromaticità che vengono venduti ad un costo che và dai 7 ai 40 euro.

Un rapporto qualità-prezzo davvero invidiabile! D’altronde la scelta di utilizzare in larga parte opere d’arte sulle etichette dei vari prodotti, non può che aumentare il giudizio già positivo, considerato che è una realtà davvero dedita alle “buone pratiche”.

Per provare i loro vini, presenti in alcune enoteche ed acquistabili scrivendo direttamente in azienda, basta attendere il prossimo appuntamento di aprile del Vinitaly, l’azienda è presente abitualmente alla kermesse veronese.

Antonella Petitti

***in foto da destra Gerhard Wohlmuth, Antonella Petitti e Sergio Pappalrdo

 

 

 

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