Voglia di vacanze autunnali? Scegliete Rodi, i trabucchi e la sua cucina

0
311

Rodi_GarganicoFOGGIA. Rodi, terra da sogno collocata in un lembo del Parco del Gargano. Un piccolo paese baciato dal sole e ricco di biodiversità.

In tutti i periodi dell’anno c’è molto da scoprire, anche se Rodi è famosa per il suo mare cristallino, che l’ha insignita di numerose Bandiere Blu, delle Quattro Vele di Legambiente e della Bandiera Verde.

Vicoli stretti e stradine intriganti spuntano di tanto in tanto tra un’abitazione e l’altra, mentre tutt’intorno si espande l’aroma degli agrumeti e degli uliveti. L’origine di Rodi Garganico è stata spesso collegata al movimento espansionistico dei Rodii, popolo greco che nell’VIII secolo a.C. ne colonizzò le coste. Ma secondo altre fonti le radici del paese sarebbero daune, in quanto si presume che Rodi fosse stata riedificata sulle rovine della mitica città di Uria, distrutta dopo le guerre puniche. Il suo patrimonio culturale e paesaggistico è ricco quanto la sua cucina.

La cucina rodiana è fatta da tanti piatti tipici a base di pesce o verdure. Famose sono le insalate di mare di alice o agostinelle crude, condite con olio e limone oppure un’insalata di arance e acciughe condite sempre con una delicata citronette.

ARANCIA BIONDA GARGANOTra i primi piatti si annoverano: i ditali con le telline soffritte con cipolla e prezzemolo; i troccoli (una sorta di spaghetto alla chitarra) con seppie ripiene di salsa garganica fatta di uova, pane e formaggio; ancora linguine con astice all’arancia bionda del Gargano, con prezzemolo e pomodorini.

I secondi sempre a base di pesce si basano sulle fritture di paranza, cartocci e triglie arrostite, al contrario quelli a base di carne si caratterizzano per la presenza di carni o braciole alla rodiana, capretto con lampascioni e patate e parmigiana rodiana.

Infine i dolci sono a base di vincotto di fichi come i mustazzul’, oppure i calzoni o panzerotti dolci ripieni di pasta di ceci, vincotto, cioccolato, mandorle e scorze d’arancia grattugiata (i cav’ciuncidd’). Famosa è la sagra del pesce che ogni anno si svolge a settembre, che offre ai turisti tanto buon cibo, musica e vino paesano.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Le sorprese non finiscono qui, perché dopo una scorpacciata di prodotti tipici, si può con un’escursione in barca visitare la costa garganica con le sue fantastiche grotte ed i numerosi trabucchi.

Si tratta di antichissime macchine da pesca, tipiche della costa del Gargano, di quella molisana e abruzzese. Il trabucco probabilmente fu d’invenzione fenicia ed è documentato a partire dal XVIII secolo. Di solito i trabucchi venivano costruiti nella parte più scoscesa dei promontori, sfruttando l’andamento naturale della costa. Permettevano di pescare senza spingersi in alto mare, grazie all’utilizzo di lunghissimi bracci, chiamati antenne, a cui era appesa una grossa rete o trabocchetto a maglie strette.

Erano costruiti in pino d’Aleppo, poiché era un legno elastico, resistente e modellabile. Il termine trabucco deriverebbe dal latino trabs –trabis, ossia composto da travi. Oggi i trabucchi sono stati in parte restaurati e recuperati, divenendo patrimonio culturale del Parco del Gargano. Alcuni funzionano da ristoranti, dove è possibile mangiare piatti particolari, a base di pesce freschissimo e con un’eccezionale panorama sui tramonti e sul mare della splendida costa pugliese.

Annamaria Parlato

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here