Tra 6 mesi il Carciofo Brindisino sarà IGP. Testimonianze del suo utilizzo dal 1736

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La domanda di registrazione della denominazione Carciofo Brindisino IGP è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Da questo momento la procedura comunitaria prevede sei mesi di tempo per permettere agli altri Stati Membri di presentare eventuali domande di opposizione. Trascorso questo periodo il Carciofo Brindisino sarà iscritto nel registro ufficiale europeo delle DOP e IGP.

 

Tra le caratteristiche peculiari del “Carciofo Brindisino” di particolare importanza è la precocità delle produzioni che consentono a questo prodotto di essere presente sui mercati a partire già dal mese di ottobre.

 

Il “Carciofo Brindisino” si distingue poi per la particolare tenerezza e sapidità dei capolini e in particolare, della parte basale delle brattee che si presentano compatte, carnose e tenere e del ricettacolo, carnoso e gustoso. Queste caratteristiche, determinate da uno scarso contenuto di fibra conferiscono un particolare pregio al “Carciofo Brindisino” per le varie destinazioni culinarie. Il sapore dolce, lo rende inoltre apprezzato anche per il consumo crudo.

 

La zona di produzione della IGP “Carciofo Brindisino” comprende l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni: Brindisi, Cellino San Marco, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, San Vito dei Normanni e Carovigno.

 

Già a partire dalla prima metà del 1700 si trovano testimonianze della reputazione del Carciofo Brindisino. I ricettari di diversi Seminari presenti nel territorio pugliese, fanno infatti riferimento a pietanze a base di questo carciofo fin dal 1736.

 

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