Tonnare a Carloforte

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CARLOFORTE (CI) – L’ultima tonnara! Sin dall’epoca greca e romana nel Mediterraneo il pregiato tonno rosso (Thunnus thynnus), è stato pescato lungo le coste mediante le tonnare fisse, impianti di grandissime reti ancorate al fondo marino, costituite da un ingresso, diverse camere consecutive e una camera finale, detta “camera della morte”, dove avviene la mattanza, eseguita secondo rituali antichissimi sotto la direzione del “Rais”.

Solo in Costiera Amalfitana, tanto per fare un esempio, ne esistevano ben sei. Chiusa tre anni fa quella di Favignana in Sicilia, ne è rimasta una sola, quella di Carloforte sull’Isola di San Pietro, non a caso chiamata l’ “isola del tonno”.

In questo angolo di Sardegna la tradizione legata al “principe dei mari” si respira un po’ dappertutto. Nel “Girotonno”, la tipica sagra che si svolge ogni anno a fine maggio; nel nome dei ristoranti più famosi, come il “Tonno di Corsa” e l’ “Osteria della Tonnara”; in negozi e supermercati dove tutte le parti commestibili del tonno rosso, ancora lavorate artigianalmente, trovano entusiasti estimatori.

Gran parte di questi pesci, però, prende la via del Giappone, dove vengono battuti all’asta a prezzi che superano anche i 500 euro al chilo. E per quanto riguarda le classiche scatolette della grande distribuzione, non ne troverete mai traccia.

Quello è il cosiddetto “pinne gialle”, un suo congenere molto meno pregiato.

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