Tappo a chi? A Capodanno “ricicliamo” i brindisi

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TAPPOACHI

Il Capodanno è alle porte e, come ogni anno in Italia, 1 miliardo e 200 milioni di tappi di sughero sono pronti a saltar fuori dalle bottiglie. E una volta saltati fuori? Finiscono nella spazzatura, sminuendo il valore del quercus suber, la pianta la cui pelle viene ancora oggi sfilata dal tronco manualmente, con una leggera e affilata accetta che rimuove uno strato di corteccia dalle querce senza danneggiarle.

Le foreste da sughero del Mediterraneo coprono attualmente ben 2,2 milioni di ettari, tra Portogallo, Spagna e Italia, terzo paese nella classifica mondiale, oltre a Francia, Marocco e Algeria.

Questo patrimonio naturale è in grado di assorbire oltre 14 milioni di tonnellate di C02 ogni anno. Preservarle significa non solo difendere una pianta che si adatta ai climi aridi e che si oppone alla desertificazione, ma sostenere il valore del sughero, la cui quercia madre può rigenerare la corteccia fino a sedici volte.

L’invito a non gettare i tappi nella spazzatura viene dunque da Rilegno, il Consorzio nazionale per la raccolta degli imballaggi di legno e sughero, e dal Movimento Turismo del Vino.

L’adesione al progetto è aperta a tutti:  cantine, enoteche, ristoratori, onlus e associazioni di volontariato. La vocazione, puramente sociale, è quella di devolvere i proventi ricavati dalla raccolta dei tappi di sughero per il finanziamento di iniziative con finalità sociale in collaborazione con i partner dei vari territori. Il sughero può infatti essere riutilizzato in diversi settori, come l’edilizia per la produzione di pannelli isolanti o fonoassorbenti, o come il settore calzaturiero in cui il sughero viene impiegato nella realizzazione di tacchi e solette.

Per maggiori informazioni o per aderire al progetto: www.tappoachi.it.

Federica Caiazzo

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