Tappi a vite sì, tappi a vite no! Qual è la migliore chiusura per il vino?

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tappi di sugheroChissà quante volte vi sarà capitato di veder qualcuno storcere il naso di fronte ad un vino col tappo a vite (o capsula a vite)? A me spesso. Ma il dubbio si è insidiato…non sarà solo un problema culturale?

Non sarà che il tappo di sughero (molto più spesso dei vari e surrogati materiali) è più vicino ad una idea romantica del vino? Insomma verità e bugie sul tappo a vite, ecco in cosa mi sono immerso ed ecco cosa ne ho dedotto.

– I vini imbottigliati con tappo a vite mantengono freschezza e fragranza del frutto. Ogni piccola sfumatura del profilo aromatico viene preservata.
– Il tappo a vite, oltre a risolvere compiutamente il problema del “sentore di tappo”, rappresenta un sensibile passo in avanti nel contrastare la variabilità organolettica che talvolta si riscontra nei vini imbottigliati. E tanto più raffinati ed eleganti, sono guarda caso i vini bianchi a risultare i maggiormente vulnerabili alla interazione con il sughero.
– Il problema in cui si può incorrere utilizzandolo è un eventuale odore di ridotto, ma stanno già lavorando a nuove leghe che permettano il passaggio di una piccola quantità di ossigeno.
– Certamente resta una chiusura più adatta ai bianchi aromatici destinati ad un consumo fresco.

Eppure c’è chi crede in questo tappo e lo ritiene adatto anche a superare la prova invecchiamento. Ad esempio diversi produttori tirolesi hanno realizzato congiuntamente una lettera che inseriscono nelle casse delle loro bottiglie per comunicare quanto segue “Siamo lieti di poter presentare i nostri vini con una capsula a vite. Questa capsula rappresenta una chiusura che combina contemporaneamente bellezza estetica e modernità. Secondo esperienze pluridecennali i vini imbottigliati con la chiusura a vite maturano in modo ottimale, perché il vino si sviluppa di più per le interazioni delle oltre 2000 componenti, piuttosto che per il lento ingresso dell’ossigeno attraverso il sughero”.
Comunque ormai al sughero naturale seguono tante altre tipologie di tappi. Senza dubbio diffusissimo è quello sintetico, adatto per vini da consumarsi nel breve-medio periodo. E poi ecco il tappo di vetro, che dopo un po’ di chiasso pare sia già passato di moda. In fondo è un ottimo materiale, e costa in media come un tappo di sughero di qualità. In questo caso però cambiano anche le bottiglie, che devono avere una imboccatura perfettamente cilindrica. Insomma…c’è da scegliere e soprattutto da provare. Ma pare che ad oggi il rapporto secolare con il tappo di sughero sia quello più forte, più romantico e più diffuso.

 

Sergio Pappalardo

viti-enologo

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